Turismo, la provincia spezzina tiene nei primi nove mesi, ma l’estate frena: stranieri in calo e bilancio a macchia di leopardo

La stagione estiva rallenta il movimento turistico nella provincia della Spezia, ma il buon andamento dei primi mesi dell’anno permette al territorio di archiviare i primi nove mesi del 2026 con un bilancio ancora in positivo. È una tenuta complessiva, più che una crescita, quella che emerge dai dati ufficiali dell’Osservatorio turistico regionale della Liguria, che prendono in considerazione sia le strutture ricettive tradizionali sia gli appartamenti ammobiliati ad uso turistico. Il quadro, però, non è uniforme: da una parte ci sono località che continuano a crescere, dall’altra destinazioni che hanno accusato una flessione, soprattutto nel corso dell’estate.

Tra gennaio e settembre gli arrivi in provincia sono stati 1.155.190, lo 0,47% in più rispetto ai 1.149.731 dello stesso periodo del 2025. Le presenze, cioè le notti trascorse nelle strutture ricettive, hanno raggiunto quota 3.410.535, con un incremento dello 0,88% sulle 3.380.905 dell’anno precedente. Numeri che raccontano una sostanziale stabilità, resa possibile soprattutto dai risultati dei primi cinque mesi. Gennaio, febbraio e marzo avevano infatti fatto registrare aumenti a doppia cifra, sia negli arrivi sia nelle presenze: rispettivamente +16,91% e +16,31% a gennaio, +25,10% e +18,38% a febbraio, +22,13% e +19,98% a marzo. Anche aprile e maggio avevano mantenuto il segno positivo, con incrementi più contenuti ma costanti.

La tendenza cambia con l’avvicinarsi dell’estate, come avevano denunciato gli operatori del settore, preoccupati per il calo della clientela.
Giugno è stato il mese più difficile, con 165.754 arrivi, in calo del 7,80%, e 485.962 presenze, diminuite del 5,62%. A luglio la contrazione si è attenuata fino a sfiorare la stabilità: 193.885 arrivi (-1,62%) e 629.606 presenze (-0,72%). Agosto, mese di punta della stagione, ha superato comunque le 670mila presenze, fermandosi a 672.359, ma con una flessione del 2,01% rispetto allo stesso mese del 2025. Gli arrivi sono stati 192.417, il 3,42% in meno. Il trimestre estivo, insomma, ha mostrato un arretramento generalizzato, pur con variazioni spesso contenute e differenze anche significative da una località all’altra.

Un elemento che emerge dall’analisi è la maggiore difficoltà della componente straniera, mentre il turismo italiano ha mostrato in diverse destinazioni una capacità di tenuta e, in alcuni casi, di crescita. Alla Spezia, per esempio, le presenze italiane sono aumentate del 12,30% a luglio e del 6,40% ad agosto. Ancora più marcata la dinamica a Vernazza, dove i pernottamenti degli italiani sono cresciuti del 28,24% a giugno, del 46,88% a luglio e del 36,12% ad agosto. La componente internazionale, invece, ha accusato un arretramento in diversi centri, contribuendo a frenare il risultato complessivo. Una dinamica che può risentire anche della congiuntura internazionale e dell’aumento generalizzato dei costi di viaggio, fattori che pesano sulle scelte e sulla capacità di spesa dei visitatori provenienti dall’estero.

La fotografia dei singoli comuni conferma un territorio tutt’altro che omogeneo. Il capoluogo si mantiene in terreno positivo nel bilancio gennaio-settembre, con 642.954 presenze e una crescita dell’1,59%. Nei mesi estivi ha sostanzialmente tenuto: 83.549 presenze a giugno (-3,68%), 97.469 a luglio (+0,19%) e 104.889 ad agosto (-1,72%). Un risultato che mostra come la flessione estiva sia stata limitata, soprattutto considerando il peso del mese di luglio e il lieve arretramento di agosto.

Tra le località delle Cinque Terre, Monterosso ha chiuso i primi nove mesi con 236.288 presenze, l’1,27% in meno rispetto al 2025. Il calo si è distribuito lungo tutto il trimestre estivo: -4,19% a giugno, -5,41% a luglio e -2,29% ad agosto. Più marcata la flessione di Riomaggiore, che nei nove mesi ha totalizzato 190.905 presenze (-5,05%) e ha registrato un arretramento in ciascuno dei tre mesi estivi: -9,34% a giugno, -5,23% a luglio e -3,81% ad agosto. In controtendenza Vernazza, che ha raggiunto 90.732 presenze complessive, in aumento del 3,65%, con il segno più anche a giugno (+0,80%), luglio (+2,13%) e agosto (+1,75%).
Il quadro cambia ancora spostandosi verso Levanto, che si conferma tra le realtà più dinamiche del territorio. Nei primi nove mesi ha totalizzato 391.954 presenze, il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Dopo un giugno appena sotto la parità (-0,91%), la località ha continuato a crescere a luglio (+2,40%) e agosto (+2,16%).

Anche Lerici mantiene un bilancio positivo, con 205.289 presenze e un incremento del 3,70% nei nove mesi, nonostante la flessione di giugno (-4,46%) e luglio (-2,08%), seguita da un agosto sostanzialmente stabile (+0,07%). Porto Venere ha raggiunto 79.990 presenze, in crescita del 2,44% sul periodo gennaio-settembre: dopo un buon giugno (+3,96%), ha però accusato due mesi consecutivi in negativo, con -2,57% a luglio e -3,65% ad agosto.

Ameglia ha totalizzato 122.305 presenze nei primi nove mesi dell’anno, con una flessione contenuta dello 0,64% rispetto al 2025. Anche qui il rallentamento si è concentrato soprattutto a giugno, quando i pernottamenti sono diminuiti del 15,13%. Luglio ha invece mostrato un lieve incremento dello 0,95%, mentre agosto è tornato in territorio negativo, con un calo dell’1,63%.
Infine Sarzana, che nei primi nove mesi ha registrato 198.714 presenze, lo 0,87% in più rispetto al 2025. Anche in questo caso il risultato complessivo positivo è stato accompagnato da un’estate meno brillante, soprattutto nella seconda parte: luglio ha segnato un calo del 7,88%, agosto del 6,78%.

Il bilancio provinciale resta dunque in attivo, con dati di settembre genericamente ancora in negativo, ma la distribuzione dei risultati racconta un rallentamento che si è fatto evidente dalla fine del primo semestre. La crescita dei mesi invernali e primaverili ha assorbito le perdite estive, evitando che il segno meno si estendesse al dato complessivo.
Resta però il segnale di un mercato che, dopo una prima parte dell’anno particolarmente favorevole, ha perso slancio proprio nel periodo di maggiore affluenza, con la componente straniera che sembra mostrare le maggiori difficoltà.

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