Sarebbe una giovane Contessa di Castiglione la fanciulla ritratta in una tela attribuita a Degas

Un’opera inedita di Edgar Degas, intitolata Giovane italiana: Ritratto presunto della Contessa di Castiglione, è stata recentemente identificata e autenticata da Michel Schulman, esperto e autore del primo catalogo ragionato digitale del pittore parigino. La grande tela, rimasta finora sconosciuta, sarebbe stata dipinta in Italia intorno al 1858-1859, sarebbe dunque uno dei rari ritratti non familiari realizzati in gioventù.

La contessa di Castiglione (1837–1899), al secolo Virginia Oldoini rappresentante di una famiglia nobile spezzina, figura influente e controversa della diplomazia del Risorgimento italiano, visse a Torino tra il 1858 e il 1861 dopo essere caduta in disgrazia alla corte di Napoleone III. Degas attraversò proprio Torino nel 1859, durante il suo ritorno a Parigi. La coincidenza geografica e temporale rende plausibile un incontro oppure, in alternativa, l’accesso del pittore a una delle celebri fotografie della Castiglione realizzate da Pierre-Louis Pierson.

Per arrivare all’attribuzione, l’opera è stata sottoposta ad analisi scientifiche approfondite, in particolare dal laboratorio Emmebi Diagnostica Artistica di Roma e dall’Università di Bologna, che hanno convalidato l’autenticità della firma. Il confronto accurato con altre firme di Degas, unito a un’analisi stilistica, rafforza ulteriormente l’attribuzione indiscutibile al maestro francese. In particolare il confronto visivo tra il dipinto e le fotografie della contessa di Castiglione mette in evidenza un dettaglio distintivo: il celebre digitus rigidus, ovvero l’indice destro rigido che la contessa mostrava sistematicamente nei suoi ritratti. Questa posa singolare, riprodotta fedelmente da Degas, rappresenta un indizio visivo rilevante a favore della sua identificazione.

Edgar Degas, Giovane italiana: Ritratto presunto della Contessa di Castiglione (1858-1859), collezione privata

 

“In questa composizione dal tono teatrale, la giovane donna è raffigurata seduta, assorta nei suoi pensieri, immersa in un bagno di luce. Il trattamento pittorico – l’uso del chiaroscuro, le diagonali incrociate, la resa scultorea dei drappeggi  rivela l’intento di andare oltre la mera rappresentazione per esprimere uno stato d’animo profondo. Il soggetto appare avvolto in un conflitto interiore, quasi prigioniero della propria condizione. L’ambientazione evoca una sala d’armi: due sciabole incrociate sullo sfondo potrebbero alludere alle lotte personali e politiche della contessa. In quest’opera, Degas non si limita a ritrarre un volto, ma scolpisce il destino di un’esistenza”, spiega Schulman.

L’opera proviene dalla collezione di Antonio La Rocca, un’importante raccolta romana costituita tra gli anni Quaranta e Settanta, incentrata sugli artisti italiani attivi a Parigi come Boldini, De Nittis e Zandomeneghi.

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