Navonella, il Comitato invita Coldiretti Liguria: “Venite a vedere l’area agricola che rischia la cementificazione”

Il Comitato di Via Navonella torna a lanciare l’allarme sulla trasformazione dell’area agricola sarzanese e, in una lettera aperta, si rivolge direttamente a Coldiretti Liguria invitando i vertici dell’associazione a visitare la zona minacciata da un progetto immobiliare.

Il Comitato scrive di apprezzare l’intervento apparso sulla stampa di Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, rispettivamente presidente e delegato confederale di Coldiretti Liguria, e sottopone alla loro attenzione quello che definisce un caso emblematico di consumo di suolo. I due rappresentanti dell’organizzazione agricola avevano rilevato come “l’urbanizzazione e la cementificazione riducono la capacità del suolo di assorbire e drenare l’acqua, aumentando il rischio di dissesto idrogeologico” e avevano ricordato la necessità di ampliare le superfici coltivabili, sia per il presidio ambientale sia per “dare continuità al consumo locale, garantendo prodotti freschi e genuini su ampia scala”.

Secondo il Comitato, la situazione di Navonella rappresenta l’esatto opposto di quanto Coldiretti auspica: una fertile area di pianura, vocata a produzioni tipiche di qualità, rischia infatti di essere trasformata da un progetto che prevede sia una parte residenziale con 27 appartamenti sia una vasta area sportiva composta da tredici campi tra tennis e padel, oltre a un impianto da pratica golf e una club house con bar e ristorante.

“Invitiamo volentieri Boeri e Rivarossa a visitare il nostro territorio – dicono dal Comitato –, quale esempio eclatante di scarsa lungimiranza pianificatoria che favorisce interessi privati rispetto a benefici pubblici come quelli così ben illustrati nel documento di Coldiretti Liguria.”

Nel testo, il Comitato annuncia anche di voler mostrare altri casi che ritiene significativi. Tra questi, quello di Vallestrieri alla Rocchetta di Lerici, dove – scrivono – si sta tentando di far passare come recupero agricolo la realizzazione di un villaggio turistico, con conseguente sacrificio di un bosco maturo che rappresenta “la migliore garanzia di stabilità idrogeologica del territorio”. Una contraddizione evidente, secondo i firmatari, considerando che nel frattempo “ettari ed ettari di oliveti abbandonati, già identificati dal progetto Terre incolte del Parco Montemarcello Magra-Vara”, continuano a degradarsi.

progetto di via Navonella

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