“La riforma del sistema sanitario e la centralizzazione delle aziende avrebbero dovuto garantire maggiore efficienza nella gestione del personale, ma sul campo registriamo ancora criticità significative”. Lo ha dichiarato Gabriele Bertocchi, segretario generale Cisl Fp Liguria, intervenendo al convegno sulla sanità dal titolo “Riforma della Sanità Ligure: dibattito sul futuro di un cambiamento epocale” organizzato dalla Cisl Fp Liguria a Lerici. “Gli operatori si aspettavano risposte più rapide, soprattutto sulla mobilità volontaria tra le diverse aree sanitarie. Invece procedure che dovrebbero essere semplici richiedono ancora mesi, con ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sull’assistenza ai cittadini”, ha spiegato Bertocchi.
Secondo il segretario della Cisl Fp Liguria, uno dei nodi principali resta la carenza di personale. “I concorsi vengono banditi, ma tra l’avvio delle procedure e l’ingresso effettivo dei nuovi professionisti trascorre troppo tempo. Nel frattempo molti lavoratori lasciano il servizio o chiedono il trasferimento, spesso per rientrare nelle regioni di origine – dice -. Spesso le uscite superano le nuove assunzioni, rendendo difficile colmare le carenze di organico. Per questo chiediamo interventi concreti per semplificare le procedure, accelerare i tempi amministrativi e rendere più attrattivo il sistema sanitario ligure”, ha concluso Bertocchi.
L’incontro ha riunito a Lerici i principali rappresentanti delle istituzioni regionali per un confronto sulle prospettive e le criticità del sistema sanitario ligure. Presente il presidente Marco Bucci di Regione Liguria e il presidente della Provincia della Spezia, Pierluigi Peracchini, insieme a Paolo Bordon, direttore del dipartimento sanità e servizi sociali della Regione, il direttore generale Marco Damonte Prioli di Ats Liguria e Pierluigi Vinai, direttore socio sanitario della stessa Ats.

La provincia della Spezia è quella con il maggiore deficit di personale sanitario di tutta la regione. “Il tema del personale è una nostra priorità – ha assicurato l’assessore alla sanità Massimo Nicolò a margine dell’appuntamento -. La riforma non nasce per ridisegnare organigrammi, ma per rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse umane e rafforzare la capacità di risposta del sistema. Parallelamente lavoriamo sul reclutamento e sull’inserimento di figure professionali che oggi sono difficili da reperire sul mercato, a partire dagli infermieri, che rappresentano una componente fondamentale della sanità territoriale. Dal 2025 ad oggi in Area 5, ne abbiamo assunti 142. A cui si aggiungono 70 os, 13 tecnici sanitari, 5 della prevenzione, 54 amministrativi e 32 fisioterapisti solo per citare le figure più importanti. Per quanto attiene ai medici, ne sono stati assunti 125 di cui 7 per dirigere le strutture complesse. In totale parliamo di ben 513 professionisti che grazie alla riorganizzazione, insieme a strumenti come la telemedicina e al potenziamento dell’assistenza di prossimità, consentono un salto di qualità concreto nei servizi offerti ai cittadini”.
Una delle maggiori critiche che arrivano dalla riforma da opposizioni e sindacati riguarda proprio l’accentramento del potere decisionale su Genova che deriva dalla cancellazione delle Asl locali. “Uno dei punti di forza della riforma è proprio l’attenzione alla territorialità – controbatte Nicolò -. Abbiamo previsto figure di coordinamento d’area per garantire un presidio diretto dei servizi e un rapporto costante con i sindaci e le comunità locali con le quali siamo sempre in ascolto. L’obiettivo non è allontanare i centri decisionali dai territori, ma assicurare una programmazione più uniforme, tenendo conto delle specificità di ogni area. La Spezia ha esigenze particolari: un territorio difficile e variegato, una popolazione molto anziana e flussi turistici importanti, sono tutte caratteristiche che devono trovare risposte adeguate all’interno del nuovo modello. L’obiettivo è consolidare il percorso già avviato sul contenimento delle liste d’attesa, rafforzare la rete territoriale e migliorare la capacità di risposta dei servizi. Agenas ha già indicato la Liguria come una delle realtà che stanno registrando miglioramenti su questo fronte, ma sappiamo che non basta: dobbiamo consolidare quanto fatto e compiere un ulteriore passo avanti. I risultati saranno monitorati con indicatori chiari e verificabili”.

Infine l’assessore annuncia i prossimi passi per aumentare il personale in servizio e l’attrattività della sanità spezzina per i professionisti. “Reclutamento e revisione dell’organizzazione non sono alternative – sottolinea -. Senza personale non esiste una buona sanità, ma senza un’organizzazione moderna e funzionale è difficile valorizzare al meglio le risorse disponibili. Stiamo lavorando insieme alle rappresentanze sindacali per costruire un percorso condiviso: dal 1° luglio entrerà nel vivo una nuova fase di confronto che porterà in autunno a una base di contrattazione integrativa orientata agli obiettivi. Inoltre, progetti strategici come il nuovo ospedale Felettino potranno contribuire a rendere il territorio ancora più attrattivo per professionisti e operatori sanitari. Il percorso è già iniziato come confermano le domande ai concorsi che registrano una buona adesione da parte di giovani professionisti che scelgono l’Area 5. Attualmente sono a concorso ben 73 posti per medici specialisti, di cui 15 solo per medicina d’emergenza urgenza. Per esempio, per gli 8 posti per medicina interna ci sono 16 domande e per coprire i 6 posti di ginecologia si sono candidati in 29”.
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