Approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale di Porto Venere il Programma di valorizzazione dell’ex Batteria Semaforo e dell’orto botanico, sull’Isola Palmaria. Il via libera arriva nell’ambito dell’iter intrapreso da Palazzo civico e tutt’ora in corso per l’acquisizione dei due beni, di proprietà demaniale: nel maggio 2025 il Comune aveva infatti inoltrato a ministero della Cultura e Agenzia del Demanio istanza di trasferimento “allo scopo di recuperare e valorizzare entrambi gli immobili – si riporta in delibera -, creando un polo attrattivo dal punto di vista culturale, sociale, scientifico e ambientale”; una richiesta formulata sul binario del Federalismo culturale, che contempla la cessione gratuita di beni demaniali sulla base di specifici accordi di valorizzazione; in seguito, a inizio luglio, la Direzione regionale del Demanio aveva comunicato al Comune di ritenere l’istanza ammissibile e di attendere appunto, entro 120 giorni, il relativo programma di valorizzazione.
I principali obiettivi del programma (QUI lo schema di programma integrale, dal sito del Comune) vengono così sintetizzati, raccolti sotto tre voci, nella delibera che ha dato il via libera al documento: “Trasformazione: riconversione funzionale dell’ex Batteria Semaforo da presidio militare originario, poi ostello e centro di educazione ambientale a polo di innovazione e divulgazione culturale e scientifica, con spazi flessibili per attività educative, laboratori, ospitalità temporanea e eventi – si legge nella deliberazione della giunta Sturlese -. Valorizzazione: recupero e messa a sistema del patrimonio architettonico e naturale (incluso l’orto botanico), integrandolo nel più ampio circuito delle fortificazioni storiche e delle eccellenze naturalistiche insulari italiane ed europee. Sostenibilità: attivazione di un modello di governance stabile (con possibilità di attivazione di un partenariato pubblico privato) e alimentata da una pluralità di attori ed enti attivi nei contesti di progettazione culturale e scientifica insulare. Una strategia di governance e una scelta attenta degli enti ‘fondatori’ permetterà di mixare l’accesso a finanziamenti pubblici, privati e comunitari. Inoltre, tale governance sarà capace di garantire continuità economica, impatto sociale, leadership e rispetto degli equilibri socio – ambientali”.
Nella delibera si riferisce poi che la fase iniziale di intervento architettonico prevede un investimento per circa 1 milione e 270mila euro, suddiviso in quattro lotti funzionali: riqualificazione dell’orto botanico (circa 250mila euro); ristrutturazione dei locali sul lato est dell’ex batteria, da destinarsi a sala conferenze, spazio eventi e ambienti adibiti alla ricerca (circa 500mila euro); opere di manutenzione straordinaria ai locali attualmente destinati a funzione ricettiva (circa 250mila euro); ristrutturazione dei locali sul lato nord-ovest dell’ex batteria (circa 270mila euro). Lotti “realizzabili in modo progressivo per garantire una gestione flessibile delle risorse e la possibilità di adattarsi alle disponibilità finanziarie”, si specifica nel documento, nel quale inoltre si prende atto del fatto che la realizzazione del progetto “potrà essere assicurata con l’attivazione di forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato” e che la somma di un milione e 270mila euro circa “necessaria all’esecuzione degli interventi di ristrutturazione sarà a carico del concessionario che assumerà anche gli oneri di gestione ordinaria”.