Il museo civico “Amedeo Lia”, in occasione del suo trentennale, si appresta a ospitare “OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione”, mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte pubblica e della pittura contemporanea italiane, Gionata Gesi, in arte OZMO, chiamato a confrontarsi con il patrimonio storico-artistico del “Lia” attraverso un progetto site specific pensato per l’anniversario. OZMO realizzerà inoltre quattro opere inedite che saranno acquisite dal Comune della Spezia ed entreranno a far parte della collezione civica. La mostra, a cura di Andrea Marmori ed Anna Costantini, con allestimento di Emanuele Martera sarà inaugurata il 2 luglio alle 17.30 e si svolgerà fino al 3 dicembre, data di inaugurazione del museo nel 1996. La mostra “rappresenta l’appuntamento centrale delle celebrazioni per i trent’anni del museo, insieme al restyling dell’ingresso museale e al ripensamento degli spazi dell’ex info point che saranno trasformati nel ‘Lia Next’, un luogo dedicato alla formazione, alla divulgazione, alla tecnologia e alla sperimentazione visiva”, osservano da Palazzo civico.

“Il Museo Civico ‘Amedeo Lia’ rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra Città; custodisce opere di straordinario pregio artistico che, grazie al costante lavoro di valorizzazione portato avanti in questi anni, continuano a essere conosciute e apprezzate da un pubblico sempre più ampio. Il traguardo dei trent’anni dalla sua inaugurazione è un momento significativo per tutta la comunità spezzina e ci offre l’occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio un patrimonio di valore internazionale – dichiara il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini -. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal museo con i linguaggi dell’arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Siamo particolarmente lieti di accogliere nuovamente alla Spezia OZMO, artista di fama internazionale che ha già lasciato un segno importante nella nostra città con il grande intervento realizzato presso la Galleria Quintino Sella: un’opera che, attraverso l’arte, ha saputo trasmettere un forte messaggio di pace, dialogo tra i popoli e riflessione sui valori universali che uniscono le persone oltre ogni confine. Con questo nuovo progetto OZMO torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell’Amministrazione di continuare a investire nella cultura. Un ringraziamento anche a tutti i dipendenti comunali che quotidianamente lavorano con impegno, competenza e dedizione per valorizzare il patrimonio culturale della Spezia. Grazie al loro prezioso contributo, il Museo Lia continua a crescere, a innovarsi e a rappresentare un’eccellenza culturale capace di guardare al futuro senza mai dimenticare le proprie radici”.
“Tornare alla Spezia dopo due anni dall’opera sul rifugio Quintino Sella è per me un onore – dichiara OZMO –. Dialogare con questa collezione straordinaria è una grande responsabilità che mi ha appassionato sin dal primo momento. Ringrazio il Sindaco, il Direttore e la curatrice che hanno creduto e sviluppato con me il progetto”.

Il progetto espositivo nasce dal confronto diretto tra quattro capolavori della collezione permanente del “Lia” e le quattro nuove tele realizzate appositamente da OZMO. “Le opere antiche selezionate diventano così il punto di partenza per una rilettura contemporanea che non si limita all’omaggio o alla citazione, ma attiva un dialogo profondo tra epoche, tecniche, iconografie e sensibilità diverse – si legge in una nota diffusa dal Comune -. Il percorso coinvolge l’Autoritratto di Jacopo da Pontormo, immagine fortemente rappresentativa del museo, posto in relazione con una nuova opera dedicata al tema dell’autorappresentazione; il dipinto San Martino dona il mantello al povero, ricondotto agli esordi di Raffaello e databile intorno al 1505; la Testa di Apollo in marmo greco-romana, reinterpretata nella bidimensionalità della tela; e la vigorosa Madonna del Soccorso del lucchese Ansano di Michele Ciampanti. Le quattro tele inedite realizzate da OZMO per il progetto saranno acquisite dal Comune della Spezia, rappresentando così uno degli elementi più significativi dell’intera operazione culturale: le opere nascono dalla collezione, si confrontano con essa e vi rientrano come nuova testimonianza contemporanea, ampliando il patrimonio del museo e consolidando il legame tra arte antica e linguaggi del presente. Accanto al nucleo centrale delle quattro opere in dialogo, la mostra presenterà anche altri lavori artistici di OZMO, collocati lungo il percorso espositivo permanente. L’allestimento accompagnerà il visitatore in una rilettura delle sale storiche del museo, trasformando la collezione in una materia viva, capace di generare nuove immagini e nuovi significati”.
Un elemento centrale del percorso sarà inoltre una parete narrativa dedicata alla vicenda umana e artistica di OZMO: una cronologia visiva che attraversa l’infanzia a Lari, la formazione nell’ambito del fumetto underground e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, le ricerche visive e i primi interventi di arte pubblica e street art tra Pisa, Firenze e Milano, fino alla dimensione internazionale della sua ricerca, segnata da monumentali interventi di wall-painting realizzati in Italia e all’estero.
“OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione non è dunque una mostra ‘sulla’ collezione, né una mostra semplicemente collocata ‘accanto’ alla collezione: è un intervento generato dal patrimonio del Museo Lia e destinato a rientrare nel patrimonio stesso come sua trasformazione contemporanea”, concludono da Palazzo civico.

Bio artistica di OZMO
Gionata Gesi, in arte OZMO, vive attualmente a Parigi, ma la sua formazione affonda le radici nel contesto dell’underground toscano e nell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Considerato uno dei pionieri della street art europea, OZMO ha segnato il panorama dell’arte visiva con un approccio innovativo e multidisciplinare, sviluppato dalla fine degli anni Novanta e dai primi anni Duemila. Il suo lavoro si estende ben oltre queste discipline, combinando disegno, pittura, grandi murales, installazioni e linguaggi eterogenei. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi interventi di wall-painting nelle principali capitali dell’arte contemporanea e urbana, in Italia e all’estero, affermandosi come uno dei principali esponenti dell’arte pubblica monumentale anche oltre i confini europei. Tra i riconoscimenti istituzionali più significativi: mostre e collaborazioni con il Museo del Novecento di Milano, il MACRO di Roma, la Biennale di Architettura di Venezia (2021), il Mauritshuis di Heerlen, l’Istituto Italiano di Cultura di New York e il King’s College di Londra. Il suo lavoro è oggetto di studi accademici presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e ha ricevuto il riconoscimento dell’Università di Cambridge, con un capitolo nel Cambridge University Press Handbook. La sua formazione include una residenza presso la Fondazione Antonio Ratti (CSAV, Como, 2005) con Alfredo Jaar. La sua ricerca è documentata in numerose pubblicazioni, tra cui la monografia OZMO 1998 – 2018 (Crowdbooks, 2019), con saggi di studiosi quali Yale, Louvre, Scuola Normale Superiore, Harvard e UNESCO. OZMO è inoltre presente nell’Enciclopedia Nazionale Italiana Treccani.
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