Immaginare una città non come è, ma come potrebbe diventare: è questa la sfida che “Tabula Rasa – Laboratorio di Futuro” porta al centro del dibattito culturale spezzino. Un invito collettivo a guardare avanti, mettendo in relazione generazioni, linguaggi e visioni diverse per costruire un’idea condivisa di futuro urbano. Arriva così in città un nuovo festival dedicato alla spezzinità e alla progettazione immaginativa della città che verrà, in programma in due fine settimana consecutivi: dal 19 al 21 e dal 26 al 28 giugno. Sei giornate di incontri, spettacoli, musica, talk e momenti di confronto che animeranno gli spazi del Sunspace. Il progetto si presenta come un vero e proprio laboratorio aperto sul futuro, dove la dimensione culturale si intreccia con quella sociale e creativa. L’obiettivo è mettere in relazione esperienze diverse — giornalisti, artisti, imprenditori, professionisti e giovani talenti — per riflettere su cosa possa significare vivere e trasformare la città nei prossimi decenni, fino a immaginare La Spezia nel 2050. Il programma alterna spettacoli dal vivo, jam jazz, musica, dibattiti e incontri tematici. Tra gli appuntamenti principali lo spettacolo “Tabula Rasa – Una storia a lieto fine” con Roberto Alinghieri e la Tabularasa Ensemble, insieme a una serie di confronti dedicati agli spezzini di ritorno, al mare e all’identità del territorio, alla cucina e alle trasformazioni urbane. Spazio anche alle arti visive con la mostra fotografica “Appunti visivi a spasso con il cane e lo smartphone” di Roberto Besana, visitabile durante tutti i giorni del festival.
“Tabula Rasa – Laboratorio di Futuro nasce da un’idea di Milo Campagni, con la direzione artistica di Roberto Alinghieri, il progetto visivo di Gaia De Paoli e l’organizzazione a cura di Si Viaggiare E.T.S. Il festival è realizzato con il contributo e il patrocinio del Comune della Spezia: “È un festival che ha un momento centrale che è lo spettacolo e poi sei giorni di incontri di visioni, progetti. Parleremo con imprenditori che tornano, parleremo di mare, sarà un mix fra pensieri seri e leggerissima – spiega Campagni -. Ci prenderemo anche un po’ in giro cercando di educare gli spezzini che se hanno anche qualcosa di negativo lo facciano con visione sul territorio e con prospettive di futuro. Ci saranno contributi di valore, penso all’appuntamento con i manager che sono tornati in città intervistati dalla giornalista Chiara Piotto, all’appuntamento in cui si parlerà di mare, di porto, di crociere. Non sarà il solito dibattito ma una chiacchierata con intramezzi e poi sabato 27 la festa coi mitilicoltori oltre a qualcosa che… c’entra con lo Spezia Calcio. Vediamo cosa verrà fuori, abbiamo l’ambizione che diventi un appuntamento fisso”. Così il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, che ha patrocinato la rassegna, nel suo intervento introduttivo: “Sosteniamo questa nuova iniziativa che, attraverso incontri, musica, spettacoli e momenti di approfondimento, invita a riflettere sul futuro della nostra città. “Tabula Rasa” rappresenta un’importante occasione di partecipazione e confronto, capace di coinvolgere cittadini di tutte le età e di stimolare idee, proposte e visioni per la Spezia di domani. Crediamo che il futuro di una comunità si costruisca anche attraverso il dialogo, l’ascolto e il contributo di chi la vive ogni giorno, in particolare delle giovani generazioni. Ringrazio gli organizzatori, i partner e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo festival”.
Il festival è sostenuto da una rete di sponsor e realtà del territorio, tra cui Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, Spezia & Carrara Cruise Terminal, Mitilicoltori Spezzini, Buranco, La Pia Centenaria, Alinò – La sosta dei golosi, Amelie e Costa Group, e si svolge in collaborazione con diverse realtà locali, tra cui Città della Spezia, Digiside Comunicazione, Obiettivo Spezia e OFLOG. L’ingresso è libero per tutti gli eventi e per la mostra fotografica, ad eccezione degli spettacoli del 19 e del 28 giugno, per i quali i biglietti sono disponibili su Vivaticket al costo di 13 euro. “Quando ho letto la storia di Tabula rasa ho pensato subito a uno spettacolo. L’inizio è una fiaba gotica, un po’ spaventosa che da distopica diventa utopica e poi profetica, sempre con tanta ironia spezzina. Ringrazio Gaia de Paoli, una grande esperta di Ia che ci ha dato una grande mano con filmati, idee, visioni. Di Ia parleremo tanto anche nel corso del festival”. Un festival che non si limita a raccontare la città, ma prova a metterla in discussione e a ridisegnarla: un esercizio collettivo di immaginazione civile che invita La Spezia a pensarsi, ancora una volta, come spazio aperto al possibile. L’invito al pubblico? Guardare avanti, sognare e partecipare alla costruzione di una città ideale: una la Spezia più consapevole, creativa e pronta al futuro.
Informazioni e aggiornamenti
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