Oltre cinquant’anni sulle strade e in porto, il cavalier Maggiani: “Ricordo Oggi è difficile attirare i giovani”

Lo scorso 2 giugno Piero Maggiani è stato insignito del riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insieme ad altri cittadini, in larga parte militari, ex militari o appartenenti alle forze dell’ordine. Maggiani, titolare di un’impresa storica operante nel porto spezzino, è stato premiato per il suo impegno ultra-cinquantennale nel comparto e all’interno di Confartigianato Trasporti. Il riconoscimento ha anche un valore simbolico e ha voluto celebrare l’intera categoria degli autotrasportatori per il ruolo svolto durante l’emergenza sanitaria.

Maggiani è stato presidente di due dei tre consorzi operanti sul territorio, offrendo il supporto della sua esperienza a molti autotrasportatori, “soprattutto a quelli che non avevano una mentalità da partita Iva”.
“Erano altri anni”, racconta ai nostri taccuini. “Ricordo quando nacque La Spezia Container Terminal: c’era una sola banchina e arrivò un tecnico tedesco per spiegare ai nostri portuali come si manovrava una gru per caricare i container sui camion”.

Cosa ricorda dei suoi primi giorni di lavoro?
“Avevo 20 anni quando ho iniziato, nel 1973. E ora vorrei anche smettere… Ho portato avanti per tanti anni la mia azienda individuale con sede a Montalbano”.

Cosa è cambiato in questi 53 anni?
“Il mestiere è cambiato. La situazione è completamente diversa a livello di procedure doganali, anche per effetto dell’introduzione dell’informatica. Non saprei dire se il cambiamento sia stato in meglio o in peggio, forse anche perché su alcuni aspetti potrei essere rimasto un po’ indietro”.

E poi la logistica ha modificato tutto…
“A livello logistico il porto si è completamente trasformato con l’arrivo dei container, ma restano ancora problematiche legate ad alcuni aspetti che devono necessariamente migliorare, a partire dalle code per l’accesso al porto che si verificano in alcuni frangenti”.

Come è nato il conferimento del riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana?
“Da un anno se ne parlava all’interno di Confartigianato. Non ero molto convinto, poi la pratica è andata avanti. Sono rimasto sorpreso del conferimento del riconoscimento, ma mi ha fatto anche molto piacere: è il riconoscimento di quello che ho fatto in questi anni. Ringrazio in particolare Nicola Carozza, responsabile provinciale di Confartigianato Trasporti, il presidente Paolo Figoli e il direttore Giuseppe Menchelli per il sostegno che mi hanno dato”.

Da anni il mestiere dell’autotrasporto è in crisi: i giovani non ne vogliono sapere…
“Ho pensato di ingrandire l’azienda, ma il nostro è un lavoro di sacrificio, oltre che logorante e rischioso, e quindi è difficile attirare i giovani, soprattutto nel nostro Paese. Non si può impiegare un’intera giornata di lavoro per un carico. All’estero si entra in porto, si fanno i documenti, si parcheggia e, una volta ricevuto il contenitore, si riparte. In Italia, invece, siamo ancora costretti ad andare in banchina e attendere che vengano caricati i container, anche sotto a una decina di metri di gru. D’accordo, le aree sono limitate, ma se si vuole far crescere un porto occorre anche lo spazio necessario. Altrimenti si faccia altro”.

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