“Liguria Insieme”, Bucci lancia il nuovo movimento civico. Obiettivo: riunire le liste e preparare le prossime sfide elettorali

Si chiama “Liguria Insieme” il nuovo movimento civico regionale lanciato oggi dal presidente della Regione Marco Bucci. L’obiettivo è riunire sotto un’unica identità politica le numerose liste civiche che negli ultimi anni hanno sostenuto il centrodestra, creando un soggetto regionale capace di coordinare esperienze amministrative e territoriali senza cancellarne le singole identità.

Presentato a Genova, il nuovo movimento si definisce come una realtà “in evoluzione”, aperta ad accogliere nuovi contributi e destinata a diventare il riferimento dell’area civica ligure a partire dalle prossime elezioni amministrative, quando nei territori dovrebbe presentarsi con un unico nome, un unico simbolo e una comune identità politica.

“Vogliamo unire tante esperienze diverse, piccole e grandi, che hanno dimostrato sul territorio di saper amministrare e di saper ottenere risultati. Non vogliamo cancellare ciò che esiste: vogliamo valorizzarlo e dargli ancora più forza”, ha spiegato Bucci, sottolineando come il progetto voglia mettere in rete amministratori, professionisti, associazioni e cittadini accomunati da un modo di governare fondato su “concretezza, competenza, pragmatismo e capacità di raggiungere risultati”.

Anche nel messaggio pubblicato sui social il presidente della Regione ha ribadito la filosofia dell’iniziativa, definendo Liguria Insieme una “casa aperta” per chi crede nella “politica del fare” e nella collaborazione tra le diverse esperienze civiche del territorio. “Non stiamo semplicemente mettendo insieme delle sigle – ha aggiunto –. Stiamo costruendo una nuova esperienza politica. Una squadra unita per continuare a governare bene la Liguria e i suoi comuni”.

Il coordinamento regionale sarà affidato al consigliere regionale Matteo Campora, affiancato dai vice coordinatori Pietro Piciocchi e Federico Bogliolo. Del coordinamento faranno parte anche gli assessori regionali Giacomo Giampedrone e Marco Frascatore, insieme a Walter Sorriento, Ilaria Caprioglio, Gianluca Chiaramonte, Stefania Cosso, Loris Figoli, Rocco Giacobbe, Monica Magnani e Giorgia Mannu.




Liguria Insieme


Sono stati inoltre nominati i coordinatori territoriali: Antonio Bissolotti per Imperia, Mauro Demichelis per Savona, Federico Bogliolo per il Comune di Genova, Gianluca Buccilli per i Comuni della Città metropolitana e Marino Tomà per la provincia della Spezia. Ulteriori incarichi saranno assegnati nelle prossime settimane.

“Il coordinamento regionale servirà a dare una direzione comune al progetto, rispettando pienamente le autonomie locali”, ha spiegato Campora. “Non si tratta di accentrare o di far scomparire le realtà esistenti. Si tratta di renderle più forti, coordinate e riconoscibili”. Nei prossimi mesi partirà inoltre una “call for action” per raccogliere nuove adesioni in vista dell’assemblea costituente prevista per ottobre, durante la quale saranno presentati il quadro dirigente definitivo e il progetto politico completo.

Tra i primi aderenti figurano Vince Liguria, Orgoglio Liguria, Vince Genova, Orgoglio Genova, Genova Unita e il gruppo Civico Riformisti Liberal Democratici. Il movimento coinvolgerà tutti gli eletti riconducibili alle esperienze civiche liguri, dai consiglieri comunali agli assessori, fino ai rappresentanti in Consiglio regionale.

La nascita di Liguria Insieme, precisano i promotori, non comporterà lo scioglimento dei gruppi consiliari già esistenti, che manterranno la propria organizzazione e la propria presenza nelle istituzioni. L’obiettivo è piuttosto creare un coordinamento politico e programmatico capace di mettere in relazione le diverse esperienze civiche, condividere competenze e buone pratiche e rafforzarne il peso politico a livello regionale.

Il nuovo movimento rappresenta il punto di arrivo del percorso di riorganizzazione dell’area civica che aveva sostenuto la candidatura di Bucci alla presidenza della Regione e, allo stesso tempo, il tentativo di dare una nuova struttura a quello spazio politico rimasto senza una guida unitaria dopo l’uscita dalla scena di Giovanni Toti. La sfida dichiarata è quella di costruire un soggetto riformista, trasversale e radicato nei territori, capace di affrontare con un’unica identità le prossime competizioni amministrative, a partire da quelle della Spezia e di Savona.

“Siamo orgogliosi di aderire a Liguria Insieme – ha commentato il consigliere regionale spezzino Frascatore, capogruppo di Orgoglio Liguria-Bucci Presidente – perché crediamo profondamente nel civismo come forza politica autentica, concreta e radicata. Il civismo nasce nei territori e misura il proprio valore sulla capacità di risolvere i problemi e di realizzare risultati. Il nuovo movimento rappresenta una risposta alla necessità di unire le tante realtà civiche presenti sul territorio regionale, superando frammentazioni e divisioni senza disperdere le identità costruite nel tempo.
È importante perché non pretende di snaturarsi, ma parte proprio dalle nostre storie per costruire qualcosa di più grande. La vera forza di questo progetto è la capacità di unire, coordinare e valorizzare ciò che già esiste, creando qualcosa di nuovo per chi crede nella concretezza, nella buona amministrazione e nella centralità dei territori”.

Immediato il commento del capogruppo del Partito democratico in Regione Armando Sanna: “Il civismo, nel centrodestra, è morto da tempo. Possono cambiargli nome, simbolo e confezione, ma sotto resta la stessa operazione già vista, con gli stessi protagonisti e gli stessi limiti. L’iniziativa presentata oggi rischia di rivelarsi, fin dal primo giorno, più un salvagente per alcune carriere politiche che un vero progetto per la Liguria. Nessuna assemblea, nessun confronto con i territori, nessun percorso partecipato: è un civismo deciso a tavolino, non costruito dal basso. Più una lista di fedelissimi che un soggetto politico con una propria identità. Soprattutto manca un’idea di regione. Nulla viene detto sulla sanità nei territori più fragili, sullo spopolamento dell’entroterra, sulla crisi demografica o sulle grandi opere ancora ferme. Senza una visione credibile sul lavoro, sullo sviluppo e sulle opportunità per i giovani, questa operazione appare più come un’operazione di immagine che una proposta politica. Anche perché manca qualsiasi bilancio serio di quanto è stato realizzato finora. Del resto basta osservare la composizione della giunta per capire quanto poco civismo ci sia in chi oggi lo rivendica. Un presidente che nelle nomine ha sempre dovuto rispondere agli equilibri dei partiti più che a un progetto autonomo difficilmente può presentarsi come garante di un civismo autentico. Chi non è riuscito a dare continuità a un’esperienza che aveva rappresentato una novità per la Liguria difficilmente può riproporsi oggi come la soluzione. E la rincorsa, spesso imbarazzata, a posizioni come quelle di Vannacci, proprio mentre ci si definisce “civici di centro”, racconta più una crisi d’identità che una strategia politica.
Il civismo autentico oggi è altrove. È quello che ha costruito il campo largo che governa Genova con Silvia Salis, mettendo insieme culture politiche, competenze e amministratori attorno a un progetto comune. È il civismo di chi unisce per costruire, non per distribuire incarichi. È da questa esperienza che noi vogliamo ripartire per tornare a governare anche in regione, parlando alle persone, soprattutto a chi oggi non si sente rappresentato e ha smesso di votare. Perché la politica non si rigenera cambiando etichetta, ma cambiando idee, metodo e credibilità”.

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