Il governo vuole un centro per il rimpatrio a Pallerone, Giani: “Un oltraggio alla Lunigiana”

Il decimo Centro di permanenza per il rimpatrio italiano potrebbe sorgere alle porte di Aulla. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi lo avrebbe comunicato nelle scorse ore al presidente Eugenio Giani della Regione Toscana indicando l’area industriale di Pallerone, per cui si stanno svolgendo le necessarie verifiche. Nei cpr vengono trasferiti gli stranieri giunti in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale o non ne hanno i requisiti e che vi rimangono per un periodo di tempo variabile, funzionale al processo di espulsione, che può essere anche di mesi.

“Per me è un oltraggio alla Lunigiana andare lì a fare il Cpr. È un grande errore e un grande sbaglio e io per quello che posso mi opporrò ed esprimerò il mio parere contrario”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, definendolo un luogo “bello e fragile”. Secondo il presidente “portare lì un centro di raccolta di persone da rimpatriare non può certo valorizzare l’area. Pallerone è un borgo storico nel comune di Aulla e sinceramente un Cpr non lo può valorizzare. Inoltre sono contrario alla realizzazione dei Cpr per come sono concepiti. A mio parere – aggiunge Giani- i Cpr dovrebbero essere riformati perché sono dei veri e propri luoghi di detenzione e non per alcuni giorni ma per lunghi periodi, data la difficoltà dei trattati di reciprocità con i singoli Stati di appartenenza dei migranti e tutti i motivi burocratici che portano a lunghe detenzioni”.

Aulla, il fiume Aulella e la fortezza della Brunella

 

Esprime “assoluta e ferma contrarietà” anche il sindaco Roberto Valettini. “Una posizione​ che non è solo mia, ma è la volontà compatta di tutti i rappresentanti dei cittadini, già espressa con ben due delibere consigliari approvate all’unanimità. ​Darò anche ed inoltre comunicazione al Prefetto della inidoneità dell’area in quanto zona inadatta a ospitare strutture di questo tipo per ragioni logistiche, di sicurezza e di vocazione del territorio. La mia contrarietà non è nata oggi. Ho partecipato personalmente alle assemblee pubbliche e ai confronti con i cittadini. ​La difesa di Aulla e della Lunigiana viene prima di ogni logica politica. Il nostro territorio ha già dato molto e merita rispetto, non decisioni calate dall’alto contrarie al volere della comunità che rappresento. ​Continuerò a difendere questa linea e questo territorio in ogni sede istituzionale”.

“Dall’Albania ad Aulla, questo governo continua a scegliere la strada della propaganda e dei cpr, invece di costruire politiche serie di accoglienza e integrazione. Decisioni calate dall’alto, contro i territori e contro i diritti – l’affondo di Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano -. Aulla non può diventare l’ennesimo simbolo di una politica fatta di paura e detenzione. Serve una mobilitazione forte delle istituzioni e dei cittadini per dire no a questa scelta”. Gli altri cpr italiani sono quasi tutti dislocati a Sud tra Bari, Brindisi, Caltanissetta, Trapani, Macomer, Roma, Palazzo San Gervasio, Gradisca d’Isonzo e Torino.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​