Fincantieri costruirà i sottomarini in arsenale, che ritorna alla produzione dopo mezzo secolo

L’arsenale militare marittimo della Spezia tornerà a produrre unità navali. Sarà Fincantieri ad allestire prossimamente una linea di produzione di sottomarini all’interno del compendio cavouriano, che ha conosciuto l’ultimo varo ormai più di mezzo secolo fa, per la precisione nel 1974. Da allora navi e sottomarini sono passate dai bacini di carenaggio solo per soste programmate, refitting o demolizioni. Ma la rinnovata corsa agli armamenti a livello mondiale e il ruolo di esportatrice della cantieristica italiana della Difesa cambiano di nuovo la storia dell’arsenale spezzino.

L’annuncio è stato dato a Milano in occasione della presentazione del piano industriale di Fincantieri per gli anni 2026-2030. “Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia – ha illustrato l’ad e dg Pierroberto Folgiero -: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti”.

 

Il gruppo prevede di incamerare nei prossimi sei mesi nuovi ordini per 5 miliardi di euro nel solo settore Difesa. Per rispondere a questa domanda varerò un programma di capacity boost per l’incremento della capacità produttiva nei cantieri storici. Si punta alla “possibilità di un raddoppio dei volumi di produzione di navi di superficie per la Difesa nei cantieri italiani” anche grazie alla “conversione del cantiere di Castellammare di Stabia, nel quale saranno realizzate esclusivamente navi per la Difesa, la realizzazione di una terza linea di varo nel cantiere di Riva Trigoso e l’utilizzo delle aree dell’arsenale della Spezia per la produzione di sottomarini”. Le commesse civili di Castellammare, che quindi affiancherà il cantiere integrato Riva-Muggiano per il militare, saranno redistribuite tra Romania e Vietnam.

Tra gli obiettivi dichiarati quelli di “una riduzione dei tempi di costruzione delle fregate Fremm di 18 mesi”. Balla, come rivelato alla fine del 2025, una commessa per tre Fremm Evo al Portogallo, che finanzierà l’acquisto tramite il pacchetto Safe per una cifra che potrebbe aggirarsi attorno ai 3 miliardi di euro con scadenze di consegna serrate. Il raddoppio della capacità produttivo sarà realizzato attraverso “una strategia che combina una serie di investimenti mirati e iniziative di efficientamento per incrementare la produttività degli asset esistenti, quali la condivisione e il trasferimento di best practice tra i cantieri civili e quelli della Difesa, il potenziamento del processo di pre-allestimento per la riduzione dei tempi di costruzione e azioni di digital transformation per superare gli attuali colli di bottiglia”, si legge nel piano industriale.

Fremm Emilio Bianchi

 

Gli investimenti nei tre cantieri italiani di Muggiano, Riva e Castellammare dovrebbero ammontare a 250 milioni di euro
Fincantieri prevede per le navi militari “un macro-trend mondiale di lungo periodo, con opportunità di crescita significative in Italia, Europa e altre regioni strategiche, tra cui sud-est asiatico e Medio Oriente”. Le prossime commesse arriveranno in particolare da Italia, Medio Oriente, Stati Uniti e altri mercati esteri. Ma la Spezia viene toccata anche dalla sempre maggiore richiesta di droni subacquei, che vengono oggi integrati all’interno delle unità di superficie, grazie alla presenza del Polo nazionale della Subacquea e dei centri di ricerca connessi e vicini. “Nel segmento Underwater, la crescita è supportata dai programmi di espansione e adeguamento tecnologico delle flotte di sottomarini in Europa, Medio Oriente e Asia e dall’evoluzione del settore verso un ecosistema caratterizzato da applicazioni per la difesa, civili e dual-use, con un aumento della domanda per soluzioni nei campi della protezione di infrastrutture critiche”.

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