D’Angelo cerca l’ultima impresa prima dell’addio mentre Roberts prepara la rivoluzione

Sette settimane per scrivere un’altra pagina nella storia dello Spezia, di cui ha già vergato almeno un paio di capitoli, prima di congedarsi definitivamente, comunque vada tra gli applausi. Inizia oggi un nuovo racconto per Luca D’Angelo, a cui un club mai come in questa stagione indeciso in tutti i frangenti più importanti, affida il compito di cercare una salvezza che solo un paio di mesi fa poteva essere più agevole di quanto sia diventata oggi, con quasi tutti gli scontri diretti andati e un calendario tutt’altro che semplice.

Un’ultima impresa prima di un addio già scritto, qualunque sia la categoria in cui lo Spezia giocherà il prossimo anno. Sottratto a quello che era diventato di fatto un anno sabbatico – probabilmente non del tutto vissuto come una sciagura – D’Angelo da mercoledì rientra a Follo per trovare tante facce nuove, tra le macerie di una stagione in cui l’unica vera possibilità di costruire una svolta duratura è sfuggita dalle mani di Sarr nei quattro giorni a cavallo delle partite contro Padova e Monza, dopo la vittoria 0-4 contro l’Avellino. Poteva forse nascere una stagione quantomeno normale o normalmente deludente, come può sempre capitare nello sport, ma non catastrofica. Al netto del disastroso calciomercato estivo e dei successivi balbettii dirigenziali: dalla ricerca infruttuosa di un nuovo tecnico da parte dell’ad Gazzoli e del ds Melissano, culminata nel rifiuto nottetempo di Pagliuca, al blitz di Stillitano per tirare Donadoni fuori dal cilindro.

Luca D'Angelo

 

Balbettii che hanno indisposto non poco Thomas Roberts, che sarebbe già oggi persuaso a tirare una riga a fine stagione. Meno di un anno fa acquistava una squadra lanciata verso la serie A e al lavoro per limare i costi ereditati dagli anni in massima serie. Oggi si ritrova a vedere da vicino la serie C, a dover alimentare una struttura sportiva rimasta elefantiaca e con la prospettiva degli investimenti già previsti al centro sportivo di Follo, impegni messi nero su bianco. Tutte considerazioni che alimentano l’aria di rivoluzione che soffia in Via Melara. Questioni da risolvere a bocce ferme.

Prima c’è una salvezza fondamentale da inseguire, cercando di ricostruire energie fisiche e mentali che sono andate disperse una sconfitta dopo l’altra. D’Angelo lo sa e per ora ha chiesto di chiudere gli allenamenti all’esterno per trovare la massima concentrazione. Non è certo l’invenzione tattica che si cerca, anche perché lo stesso Donadoni ha sostanzialmente confermato per 140 giorni il 3-5-2 precedente, rendendo ancora meno comprensibile la ratio dell’avvicendamento. L’ultima volta a Follo, D’Angelo trovava un Artistico che non aveva ancora mai segnato, Bandinelli infortunato, Hristov fermo, Esposito stirato; non c’erano i vari Sernicola, Valoti, Bonfanti e Romano. Si riparte da qua.

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