Una giornata frenetica, quasi sospesa tra passato e presente, ha attraversato casa Spezia, riportando in panchina Luca D’Angelo a oltre quattro mesi dall’ultima volta. Un ritorno atteso, carico di significati, che diventerà concreto solo mercoledì, quando a Follo la squadra tornerà ad allenarsi. Sarà un momento delicato e decisivo, alla vigilia delle ultime sei giornate di campionato. D’Angelo vorrà guardare negli occhi i suoi giocatori, ascoltarli, capirli. Ritrovare le sensazioni lasciate mesi fa, misurare l’umore di chi c’era già e di chi è arrivato dopo, ma soprattutto valutare le condizioni fisiche di un gruppo che, per tutta la stagione, non ha mai potuto dirsi davvero completo.
Alla ripresa ritroverà Filippo Bandinelli, fermato per squalifica nell’ultima gara, e potrà riabbracciare anche Ales Mateju e Giuseppe Di Serio, assenti per infortunio nelle settimane recenti. Per Laurs Skjellerup servirà ancora pazienza: D’Angelo lo ha incrociato solo da avversario lo scorso anno, a Sassuolo. Restano fuori i lungodegenti come Francesco Cassata, Szymon Zurkowski e Fallou Sarr, ma il tecnico potrà comunque contare su circa l’85% della rosa: non è tutto, ma è già abbastanza per ricominciare a costruire.
Il lavoro ripartirà da Carrara e da quel campo sintetico che, nella scorsa stagione, aveva regalato soltanto sorrisi. Il ricordo più vivido resta quel netto 0-4, simbolo di uno Spezia capace di lasciare il segno. Da lì si proverà a ripartire, con le idee di sempre, adattandole però alle nuove caratteristiche della squadra. Ci sarà Mattia Valoti, già allenato da D’Angelo ai tempi di Pisa, e Marco Ruggero, che potrebbe trovare nuova linfa nel ritorno alla difesa a tre. E poi Alessandro Romano, chiamato a raccogliere l’eredità di Salvatore Esposito in mezzo al campo, insieme a Leonardo Sernicola, Manolo Adamo e agli altri interpreti di un gruppo che cerca equilibrio e identità.
Accanto a D’Angelo torna anche il suo staff: il vice Alberto Alberti, i preparatori atletici Stefano Cappelli e Marco Greco, i collaboratori Giuseppe Leonetti e Luca Mora. Restano Massimo Gazzoli e Paolo Tommei, così come il team manager Lorenzo Ferretti. E si aggiunge anche una novità, che profuma di casa: Beppe Vecchio. Figura simbolica della spezzinità, negli ultimi anni ha trasmesso valori e appartenenza ai più giovani, raccogliendo risultati importanti nel settore giovanile. La Primavera guidata da Claudio Terzi, oggi seconda in classifica, è lì a dimostrarlo, con i playoff promozione diventati un obiettivo concreto, quasi insperato a inizio stagione.
Il suo ingresso nello staff della prima squadra non è solo una scelta tecnica, ma anche emotiva: un ponte tra identità e futuro, uno stimolo in più per un gruppo chiamato a dare tutto. Perché adesso serve davvero ogni energia, ogni dettaglio, ogni convinzione. A sei giornate dalla fine, D’Angelo e i suoi uomini hanno davanti una sfida che va oltre i punti. Provare a cambiare il finale, a riscrivere l’epilogo di una stagione complicata, aggiungendo un nuovo capitolo – il più difficile – a quanto già costruito.