Dall’Ucraina: “Spezzino ucciso al fronte. Per lui onore, gloria e gratitudine”. Si attendono conferme ufficiali sulla sorte di Alex Pineschi

Non ci sono ancora conferme ufficiali da parte della Farnesina, ma la notizia rimbalza con insistenza da ore negli ambienti legati al mondo militare e tra le conoscenze spezzine cresce la preoccupazione. Da quasi una settimana, infatti, non si avevano più notizie di Alex Pineschi.

Secondo quanto riferito dall’associazione di volontari Memorial, il contractor italiano sarebbe morto in Ucraina durante le operazioni di guerra. In un messaggio pubblicato online, l’associazione scrive: “Il nostro amato fratello italiano, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello”.

Pineschi, originario della Spezia, avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 17 ottobre. Dopo l’invasione russa del 2022 era partito volontario in difesa dell’Ucraina, sottoscrivendo un contratto con le forze armate di Kiev. Secondo quanto trapela, operava nel Donbass e presumibilmente faceva parte delle forze speciali dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino.

Ex alpino dell’esercito italiano, si era arruolato prima ancora di concludere gli studi superiori all’istituto Einaudi Chiodo della Spezia, percorso terminato successivamente durante il servizio militare. Nel corso degli anni aveva maturato una lunga esperienza in diversi teatri di guerra, lavorando come contractor in Siria, Kurdistan e Iraq del nord, dove aveva collaborato con le forze curde impegnate contro l’Isis.

Una volta congedato aveva fondato la AP Tac, società specializzata in tiro tattico, formazione difensiva e addestramento rivolto a militari e forze di polizia. Parallelamente aveva costruito una consistente presenza sui social network, dove affrontava temi legati alle tattiche militari e alla gestione delle minacce asimmetriche, ottenendo anche una certa notorietà mediatica grazie a partecipazioni televisive, tra cui una puntata di “Nemo – Nessuno escluso”.

Tre i libri pubblicati nel corso degli anni: “Peshmerga: di fronte alla morte”, “L’uomo che manca” e “Soresh”.

Da alcuni mesi operava stabilmente in Ucraina. La notizia della sua morte avrebbe raggiunto il padre proprio attraverso le prime informazioni diffuse dagli organi di stampa.

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