Corte dei Conti, spesa ligure per andarsi a curare fuori regione cresciuta del 161% in quattro anni

Il saldo della mobilità sanitaria interregionale fa registrare un nuovo record negativo per la Liguria. Le fughe per curarsi in altre regioni sono costate 74 milioni e 630mila euro nel 2024, ultimo dato disponibile. Lo registra la Corte dei Conti nella sua Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. Un dato in continua crescita negli ultimi quattro anni. Erano infatti 46,2 milioni nel 2021, 51,4 nel 2022 e 69,5 nel 2023. In questo periodo la crescita è stata del 161,2%. Nel decennio 2014-2024 se n’andato più di mezzo miliardo di euro: 583 milioni e 314mila euro secondo i dati desunti dall’Intesa Stato-Regioni.

“La maggiore o minore attrattività del sistema sanitario regionale dipende principalmente dalla maggiore qualità e quantità dei servizi sanitari erogati, oltre che da altri fattori che incidono in misura minore, quali l’andamento dell’economia regionale, che porta ad un trasferimento della popolazione verso le Regioni più ricche, e la presenza di centri universitari di grande importanza – sottolinea la Corte dei Conti -. L’attrattività di un sistema sanitario regionale consente di generare flussi finanziari positivi e beneficiarne anche per l’erogazione dei servizi sanitari. Osservando un arco temporale di lungo periodo (2014-2024), maggiormente rappresentativo dell’attrattività di un sistema sanitario in quanto non influenzato da eventi peculiari182, emerge che solamente otto Regioni e Province autonome evidenziano un flusso finanziario positivo mentre le restanti Regioni cedono risorse finanziarie a seguito della presenza di una maggiore mobilità sanitaria negativa”.

Ospedale Sant'Andrea

 

Altra nota dolente rilevata dall’organo centrale sono i tempi di attesa. “L’analisi dei tempi di attesa 2024 in Liguria rivela una crisi di accesso alle prestazioni a priorità più stringente (“Breve” entro 10 giorni). Circa il 13,5% delle combinazioni prestazione/priorità è in “categoria rossa” (performance), riflettendo una difficoltà sistemica nell’erogazione di prime visite specialistiche urgenti e diagnostica complessa”. Le maggiori criticità si concentrano su Genova.

La Corte dei Conti infine sottolinea una grave mancanza di personale che rischia di inficiare gli investimenti in strutture. “La Regione ha trasferito alle aziende solo le anticipazioni, mai i saldi, creando squilibri di cassa che compromettono la capacità operativa. La criticità più grave riguarda il personale sanitario: mancano oltre cento infermieri, con il rischio di costruire strutture che rischiano di rimanere vuote per mancanza di operatori qualificati”.

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