Nell’ambito delle celebrazioni per l’80° anniversario della nascita della Repubblica, il Comitato Unitario Provinciale della Resistenza ha organizzato per venerdì 23 gennaio nel quartiere di Rebocco, una cerimonia commemorativa per ricordare le vittime della strage fascista avvenuta in città tra il 22 e il 23 gennaio 1923. L’iniziativa si inserisce nel programma condiviso di eventi che il Comune e il Comitato hanno promosso per celebrare l’anniversario della Repubblica e riaffermare i valori di partecipazione democratica, giustizia sociale e ambientale, ripudio della guerra.
La cerimonia si svolgerà a Rebocco, (via Rebocco, 1 dopo il secondo ponte della ferrovia) con la posa di un mazzo di fiori presso la lapide dedicata a Pietro Lelli, uno dei martiri di quei tragici giorni. Le lapidi esistenti nel territorio comunale sono due: quella di Pietro Lelli a Rebocco e quella di Amedeo Cevasco al Felettino, attualmente collocata nel cantiere del nuovo Ospedale. Saranno ricordati anche gli altri caduti della violenza squadrista che insanguinò la città, con almeno diciannove vittime accertate.
Operaio e figura nota dell’antifascismo spezzino, Lelli era stato consigliato di lasciare la città per sfuggire alle persecuzioni. Salì su un treno diretto a Genova, ma alla curva di Rebocco vide dal finestrino alcuni squadristi aggredire un compagno. Non esitò: si gettò giù dal convoglio e affrontò i fascisti, forte della sua statura e del coraggio che lo contraddistingueva. L’amico riuscì a salvarsi, ma Lelli fu ucciso a colpi di pistola. Aveva solo 26 anni. La sua morte si inserisce nella scia di sangue che colpì la provincia dopo l’uccisione del feroce squadrista Giovanni Lubrano, il 21 gennaio 1923, evento che scatenò una rappresaglia indiscriminata contro decine di innocenti. Dopo l’uccisione di Giovanni Lubrano, guardiano della fabbrica Pertusola e noto squadrista, per mano di altri fascisti, le camicie nere colsero l’occasione per scatenare il terrore: tra il 22 e il 23 gennaio, gruppi armati percorsero la città compiendo violenze mirate e uccisioni sommarie. Le autorità non intervennero, lasciando campo libero agli squadristi. Il bilancio fu drammatico: almeno diciannove vittime, simbolo di un’epoca segnata da violenza, impunità e repressione.
Ricordare quei fatti significa riaffermare oggi i valori di libertà e democrazia sanciti dalla Costituzione.