L’intervento sul bollo auto e moto accende il confronto politico anche in Liguria. Il decreto approvato dal Governo prevede l’esenzione nel 2027 dal pagamento della tassa automobilistica per un solo veicolo per persona fisica, secondo i requisiti stabiliti dalla norma. Per la Liguria il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica una platea potenziale di 677.164 persone, mentre i veicoli entro gli 80 kW sono oltre un milione. Il provvedimento prevede inoltre 2,2935 miliardi di euro di trasferimenti alle Regioni nel 2027 per compensare la riduzione del gettito.
A sostenere la misura sono gli esponenti liguri della maggioranza. Per la deputata di Fratelli d’Italia Maria Grazia Frijia, l’intervento rappresenta un alleggerimento delle spese per famiglie e lavoratori. “Una tassa in meno e più risorse che possono restare nelle tasche delle famiglie”, afferma, sottolineando la platea potenzialmente interessata alla Spezia e in Liguria. “Alla Spezia sono circa 138 mila i veicoli potenzialmente interessati dalla misura. Un numero importante, che dà immediatamente la dimensione dell’impatto che questo provvedimento può avere sul nostro territorio. In Liguria la platea arriva a oltre un milione di veicoli entro gli 80 kW, con 677 mila persone potenzialmente interessate”. Sulla stessa linea la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, che parla di una misura “nel segno della concretezza” e richiama i dati regionali: 677.164 persone fisiche potenzialmente interessate e oltre un milione di veicoli entro gli 80 kW. Pucciarelli attribuisce il provvedimento all’iniziativa del ministro Matteo Salvini e “approvato in Consiglio dei ministri, che dal 2027 introduce l’esenzione dal bollo sul primo veicolo senza vincoli Isee”.
Di segno opposto la posizione di Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra. Il nodo sollevato da AVS riguarda gli effetti sui bilanci regionali. Candia ricorda che il bollo è un tributo regionale e sostiene che il minor gettito potrebbe creare difficoltà nel finanziamento dei servizi sanitari. La capogruppo indica in circa 164 milioni di euro l’anno le entrate liguri legate al bollo e chiede al presidente della Regione Marco Bucci di intervenire con il Governo per garantire la copertura delle risorse. “Il bollo porta alla Regione Liguria circa 164 milioni di euro l’anno: 129 milioni di riscossione ordinaria, 19 milioni da contenziosi e riscossione coattiva e 16 milioni da avvisi di pagamento, il cosiddetto recupero bonario. È un’entrata fondamentale, su cui si reggono le fondamenta dei servizi pubblici gestiti dalla Regione. Senza una parte di queste risorse, si rischia il crollo”, sottolinea la capogruppo regionale di AVS. Candia collega inoltre la questione del bollo alla situazione della sanità ligure e richiama l’ipotesi di una riduzione di 20 milioni di euro l’anno dei trasferimenti destinati alla sanità regionale, chiedendo chiarimenti alla Giunta. “La sanità ligure è in perenne sofferenza e tutti noi dobbiamo confrontarci quotidianamente con un sistema al collasso, che fatica a garantire le prestazioni essenziali e che resta in piedi solo grazie all’enorme lavoro svolto da medici, infermieri e operatori socio sanitari. Curarsi in Liguria è diventato molto difficile e di questa situazione si sta approfittando la sanità privata, che si arricchisce mettendo sul mercato le prestazioni ad alta resa economica, mentre il settore pubblico viene lasciato allo sbando da questa giunta regionale. Abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti su un altro pericolo che riteniamo devastante: il taglio di trasferimenti di 20 milioni di euro all’anno per la sanità ligure, deciso dal governo in base ai nuovi parametri per la ripartizione dei fondi sanitari. Se si avverasse questa ipotesi, sarebbe un colpo fatale per la nostra sanità”, protesta Candia.
A replicare è Rocco Invernizzi, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, secondo cui il problema sollevato da AVS è già affrontato dal decreto. Invernizzi richiama infatti l’articolo 2, comma 5, del provvedimento, che prevede per il 2027 un trasferimento complessivo di 2,2935 miliardi di euro a Regioni e Province autonome proprio a compensazione della riduzione del gettito derivante dall’esenzione. Le quote spettanti alle singole Regioni saranno definite entro il 31 marzo 2027 con decreto del Ministero dell’Economia, sentita la Conferenza Stato-Regioni. “Fa sorridere poi che proprio AVS si scopra improvvisamente preoccupata quando il Governo lascia più soldi nelle tasche dei cittadini – prosegue Invernizzi –. A Genova sostiene la Giunta Salis che nel 2025 ha portato dallo 0,78 all’1,06 per cento l’aliquota IMU sugli immobili a canone concordato; nel 2026, inoltre, la Tari è aumentata mediamente del 5,7 per cento. A Roma, invece, protesta perché il Governo Meloni interviene per alleggerire il bollo auto”. Il confronto resta quindi aperto su due piani: da una parte il beneficio fiscale per i proprietari dei veicoli che rientreranno nei requisiti, dall’altra le modalità con cui la compensazione statale verrà concretamente ripartita tra le Regioni.
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