Addio a Renato Angelo Ricci, lo scienziato spezzino è stato il padre della spettroscopia nucleare

È scomparso a Padova all’età di 98 anni il fisico Renato Angelo Ricci, considerato il padre della spettroscopia nucleare in Italia. Nato alla Spezia, professore emerito all’Università degli Studi di Padova, Ricci ha dato un contributo straordinario allo sviluppo della fisica nucleare in Italia e alla storia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove ha ricoperto ruoli di grande responsabilità. E’ stato il primo direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro, vicepresidente dell’istituto, e presidente della commissione nazionale INFN dedicata alla fisica nucleare. Ricci ha avuto incarichi di coordinamento anche oltre l’INFN, è stato infatti presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica.

Laureato in fisica nel 1950 presso l’Università degli Studi di Pisa e diplomato presso la Scuola Normale Superiore nel 1951, ha perfezionato gli studi in fisica atomica e nucleare a Parigi, presso l’École polytechnique e il Collège de France, come allievo dei premi Nobel Louis de Broglie e Frédéric Joliot Curie.
Docente e ricercatore di fisica generale sperimentale e nucleare presso le Università di Pisa, Torino, Napoli, Firenze, Padova, ha diretto attività di ricerca in fisica nucleare e fisica applicata oltre che in Italia, in Olanda, Francia, Brasile e Germania.
Pioniere nello sviluppo in Italia della spettroscopia nucleare e della fisica degli ioni pesanti, è autore di oltre 300 pubblicazioni nel campo della fisica nucleare fondamentale e applicata, oltre che di articoli e rassegne connessi con l’informazione scientifica e con i problemi energetici e ambientali. È stato anche coordinatore e autore delle voci di Fisica Nucleare dell’Enciclopedia delle Scienze Fisiche Treccani.

Chiamato da Claudio Villi all’Università di Padova per la Cattedra di Fisica Generale e di Fisica Nucleare, dal 1968 al 1979 è stato il primo direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN, realizzando il progetto di installazione del primo acceleratore elettrostatico italiano per ioni pensanti (Tandem da 16 MV); dal 1980 al 1982 è stato vicepresidente dell’INFN; dal 1981 al 1998 è stato presidente della Società Italiana di Fisica, di cui è attualmente presidente onorario; e dal 1989 al 1991 ha ricoperto l’incarico di Presidente della Società Europea di Fisica (EPS).

Nel corso della sua lunga carriera scientifica ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui la Medaglia d’oro della SIF per l’Anno Mondiale della Fisica 2005. Nel 1998 gli è stata conferita la Laurea honoris causa dall’Università di Bucharest e nel 1999 dall’Università di Rio de Janeiro. Nel 2023 è stato insignito della Medaglia INFN, prestigioso riconoscimento che l’Istituto conferisce a chi, come Ricci, ha dato un contributo eccezionale alla storia dell’Istituto.
Ha promosso la partecipazione di gruppi di Padova e Legnaro alle ricerche di fisica degli ioni pesanti relativistici presso l’acceleratore SPS del CERN di Ginevra e attualmente alla collaborazione ALICE a LHC (Large Hadron Collider).

Scienziato brillante e appassionato, ha pubblicato numerosi contributi nel campo della spettroscopia nucleare, della fisica degli ioni pesanti, della storia della fisica e della fisica interdisciplinare. A lui si deve l’arrivo in Italia, presso i Laboratori di Legnaro, del primo acceleratore elettrostatico di ioni pesanti: il TANDEM da 16 MV. È stato, inoltre, un generoso docente che ha accompagnato centinaia di giovani ricercatori e ricercatrici nel loro percorso di tesi. Per il suo eccezionale contributo alla crescita dell’Istituto, nel 2023 Ricci è stato insignito della Medaglia INFN, prestigioso riconoscimento conferito a figure che hanno segnato la storia dell’Ente.

 

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