Più o meno venti mesi ancora di lavoro previsti prima di vedere il paziente uno del nuovo ospedale della Spezia varcare la porta a vetri dell’ingresso e presentarsi all’accettazione. Il nuovo sopralluogo ufficiale presso il cantiere del Felettino conferma il cronoprogramma annunciato a fine 2024, quando la Guerrato spa mise in moto maestranze e macchinari per riprendere un sito rimasto silenzioso per anni dopo la cancellazione dell’appalto pubblico assegnato alla ditta Pessina.
Oggi iniziano a spuntare i pilastri del quinto piano sotto le mani di più di cento le maestranze, al lavoro anche oggi che il meteo propone un clima quasi estivo pur a ottobre avanzato. Alla fine saranno nove i piani fuori terra distribuiti su quattro corpi uniti da un asse centrale di raccordo. Novemila metri quadrati di superficie in pianta per 506 posti letto e 886 parcheggi. “La prima cosa che ho pensato arrivando qui è ‘belin quanto è grande!’”, dice il presidente regionale Marco Bucci durante l’evento-dibattito che si tiene nello scheletro di una sala che un domani sarà il reparto di radiologia.

Tre panel moderati dal giornalista di La7 Luca Telese che si incentrano molto sulla scelta di costruire il nuovo Felettino tramite un partenariato pubblico-privato. Circa 200 milioni di costi totali divisi quasi a metà, con il privato che si riprenderà investimento e interessi con gestione e canone annuale per i prossimi venticinque anni. “Gli investimenti non finiranno con il Pnrr perché la qualità della sanità è una componente fondamentale della qualità della vita. Il partenariato pubblico privato, utilizzato qui al Felettino come al Gaslini, funziona e garantirà altri tre ospedali in Liguria”, dice Bucci. Sono in particolare il Galliera e l’Erzelli a Genova e il nuovo ospedale riunito del Ponente a Taggia. Il nuovo Gaslini, anch’esso in via di realizzazione con un ppp, non è gestito dalla Regione.
Quindi Stato, attraverso la Regione, il privato che realizza e infine le banche, che finanziano il privato. “Per valutare questo tipo di investimenti ci siamo dotati di una struttura centrale. Crediamo che quest’opera possa diventare un modello e questo un filone credibile per il Paese, da replicare su tutto il territorio nazionale e in altri settori, non solo nella costruzione di ospedali”, illustra Remo Taricani, deputy head of Italy per Unicredit, seconda banca italiana, che ha garantito a dicembre 2025 un finanziamento di 87 milioni di euro a favore della Felettino Hospital Service spa.
L’assessore regionale Giacomo Giampedrone rivendica anche una tecnicalità politica tra le mosse che hanno permesso di riavviare il progetto. “La decisione del presidente di creare la delega ospedaliera che, senza superare la sanità, credo sia uno dei motivi principali sul quale abbiamo vinto fino adesso la partita”. Delega all’edilizia ospedaliera che lo stesso Giampedrone regge. Lo spezzino difende la scelta di rinunciare al finanziamento totalmente pubblico per affidarsi ai privati. “Chi sostiene che il ppp sia una privatizzazione dice una sciocchezza – afferma -. Prima dello scorso Natale uno dei player scelti da Guerrato andò in crisi di liquidità. Quando uscì la polemica politica, il problema era già stato risolto con l’intervento di Guerrato stessa. Fosse stato un appalto totalmente pubblico ci sarebbe stato il rischio di fermare tutto”.

“Il partenariato fino ad oggi ha subìto una rilettura, anche giurisprudenziale, che ne attribuiva un eccesso di discrezionalità. Ma quando prima operava il pubblico, quanto entrava comunque il privato? Oltretutto con ritardi nella realizzazione”, si chiede Luciano D’Alfonso, oggi deputato del Partito Democratico ed ex presidente della Regione Abruzzo che allo stesso partenariato pubblico-privato si è affidato nel suo mandato. “Stiamo rispettando il cronoprogramma al giorno, arriveremo al 1° gennaio 2028 con la consegna della struttura, poi a giugno entrerà il primo paziente. Sarà attrattivo per medici, perché avrà tecnologie all’avanguardia, e per pazienti di Toscana ed Emilia Romagna”, assicura Massimo Niccolò, assessore alla sanità regionale.
Con l’apertura del Felettino si aprirà la partita del destino dell’area del Sant’Andrea, che nel ppp viene svincolato dalla permuta che avrebbe fatto parte del valore dell’appalto. “Sul Sant’Andrea faremo un tavolo istituzionale insieme ad Asl 5 e troveremo le soluzioni migliori per dare un futuro all’area”, assicura il sindaco Pierluigi Peracchini.
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