Un appello alla comunità di Porto Venere, una critica all’amministrazione in carica e uno sguardo alle elezioni comunali in programma nella primavera 2028. Graziano Conti, residente di Fezzano, interviene con una lettera pubblica nella quale rivendica la propria storia politica e il proprio impegno per la comunità, lanciando un duro attacco all’amministrazione di centrodestra che gestisce il Comune da quindici anni.
“Chi scrive lo conoscete in molti, e già sapete la mia inclinazione politica che mai, e sottolineo mai, è venuta meno, anche se certi personaggi che dicevano di essere di sinistra come il sottoscritto, la sinistra se l’erano dimenticata già da un pezzo”, scrive Conti, precisando di non aver mai avuto tessere di partito né ambizioni elettorali.
“Quello che ho fatto lo devo solo alla mia famiglia e al mio rispettoso e altruistico amore per la nostra comunità e le nostre istituzioni, prima fra tutte il Comune di Porto Venere dove per tanti anni ho lavorato”.
Conti definisce il proprio impegno attuale una “lotta continua e quotidiana” contro l’amministrazione, accusata di aver “sconquassato e scuoiato il Comune di Porto Venere e non solo”. Una contestazione che, spiega, nasce dalla convinzione che alcune scelte non siano conformi “ai principi costituzionalmente tutelati della legalità, del buon andamento, della trasparenza, dell’imparzialità e dell’efficacia dell’azione amministrativa”.
Nella sua ricostruzione, Conti richiama anche il progressivo deterioramento del rapporto con la gestione della cosa pubblica: “In questi anni abbiamo assistito a scandali che possono solo agghiacciare i nostri pensieri, le nostre riflessioni e le nostre considerazioni sulla pubblica amministrazione e sui Comuni, in particolar modo su Porto Venere”.
Lo sguardo si allarga quindi alla storia politica del territorio e al passaggio di consegne del 2013, quando, dopo quasi settant’anni di amministrazioni di sinistra e centrosinistra terminati con il mandato di Massimo Nardini, il Comune passò alla destra. “Per troppi anni, anche per colpa nostra, abbiamo lasciato in malo modo la cosa pubblica”, osserva Conti, secondo cui la comunità avrebbe ormai avuto modo di valutare i risultati delle tre legislature successive.
“I nomi dei candidati sindaci – sottolinea – sono ancora lontani e la discussione sul futuro amministrativo del paese dovrà svilupparsi nei prossimi mesi, in vista del voto previsto nella primavera del 2028”. Da qui l’appello conclusivo rivolto alla comunità portovenerese: “Riprendiamo ciò che è di tutti e anche nostro!”.
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