Andras Schiff incanta il Teatro Civico: dall’amato Bach a Chopin con l’immancabile Bösendorfer

“Sono molto felice di essere per la prima volta in questo teatro… speriamo non sia anche l’ultima!”.

Esordisce così il grande pianista Andras Schiff presentandosi al pubblico spezzino nell’attesissimo concerto che inaugura ufficialmente la nuova rassegna di Concerti a Teatro, promossa da Fondazione Carispezia. Il maestro compare timidamente sul palco del Civico, uscendo dal buio che avvolgeva completamente la sala, e inizia ad interloquire con il pubblico: attraverso l’insolita forma del recital a sorpresa, il pianista illustra uno alla volta i brani che andrà ad eseguire, come un mago che tira fuori sorprese dal suo cilindro.

Andras Schiff inizia a sfiorare il pianoforte con le note del suo amatissimo Johann Sebastian Bach, “il compositore più importante”, “l’antico testamento” della musica, un punto di partenza per lui imprescindibile: sentire il grande pianista Schiff suonare Bach è come ammirare un sapiente scalpellino che lavora una scultura in marmo con tocchi precisissimi e mirati, con l’esperienza di un saggio che riesce a dare vita e luce a tutte le note della partitura senza dimenticare alcun particolare e senza lasciare indietro alcuna sfumatura. Vengono eseguiti con maestria i brani più celebri del compositore tedesco: dall’aria delle Variazioni Goldberg alla Fantasia cromatica e fuga, dal Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo al Concerto italiano e alla quinta Suite Francese.

Dopo Bach seguono i “quattro evangelisti”: Mozart, Haydn, Beethoven e Schubert; il recital a sorpresa si rivela un vero e proprio viaggio nella storia della musica e il maestro suona come se fosse un fiume in piena: con un brano dopo l’altro, sempre nella penombra della sala, tiene in sospeso il pubblico per quasi tre ore, come se fosse una grande maratona più che un concerto. Il maestro Schiff non sembra accusare segni di stanchezza, nonostante l’età e il programma densissimo eseguito tutto a memoria: le mani viaggiano con agilità sulla tastiera, il suono è sempre più pulito e preciso, le melodie eseguite con inarrivabile gusto e cantabilità.

Lavori rinnovato Teatro Civico

 

Nella seconda parte del concerto, dopo una breve pausa, viene utilizzato un altro pianoforte, un bellissimo Bösendorfer adatto per il repertorio viennese, con un suono estremamente corposo e caldo: anche questa volta Schiff non ha lasciato nulla al caso, tutto è perfettamente armonizzato e bilanciato nella scelta dei colori.

È quasi mezzanotte e il maestro conclude con due bis (il delicatissimo Valzer in La minore di Chopin ed il giocoso Contadino allegro di Schumann) ma si ha la sensazione che potrebbe suonare ancora per ore e ore, senza stancarsi e senza far trasparire segni di cedimento.

Un recital indimenticabile che si rivela come una vera e propria esperienza, come se il maestro Schiff avesse voluto mettere alla prova i suoi ascoltatori: nel 2025, in un mondo sempre più frenetico e senza pause, il pubblico viene chiamato ad ascoltare in silenzio per quasi tre ore il suono del pianoforte, a meditare con profondità le melodie e le note che hanno attraversato il corso della storia umana e che sono destinate all’eternità, in quella sala così buia che sembra essere lontana dal mondo; ma ecco che il sipario si chiude, le porte vengono spalancate e si ritorna coi piedi per terra, alla normalità di tutti i giorni.

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