“Gli studenti del Parentucelli – Arzelà di Sarzana non possono andare a scuola quando piove. A distanza di pochi giorni dall’ultimo allagamento dello scorso 22 aprile, che aveva costretto alla chiusura, di nuovo questa mattina è stata sospesa l’attività didattica per la stessa ragione. La scuola rimarrà chiusa anche domani. L’immagine di un edificio scolastico vuoto e con corridoi e aule piene di secchi per raccogliere l’acqua piovana non è degna di un paese civile”. Lo affermano in una nota stampa congiunta i portavoce provinciali del Partito democratico, Avs, + Europa, Italia viva, Psi e Rifondazione comunista.
“La stessa situazione di incuria strutturale sta mettendo a rischio il regolare svolgimento delle lezioni in molti istituti superiori del comune capoluogo, come il Mazzini e il Capellini.
Riteniamo che questa situazione non sia più accettabile. Il diritto allo studio – proseguono gli esponenti del centrosinistra spezzino – non può essere messo in discussione dall’inerzia della Provincia a intervenire. E tanto più incomprensibile risulta la decisione dell’ultimo Consiglio provinciale di non accogliere l’interpellanza urgente, firmata da tutti i consiglieri del centrosinistra, che chiedeva di affrontare subito e in modo efficace le tante emergenze dell’edilizia scolastica”.
“Non ha grande rilievo sbandierare comunicati istituzionali con elenchi di cifre spese, se la situazione che i ragazzi, gli insegnanti, il personale non docente e le famiglie vivono quotidianamente è questa. Né ha senso sottolineare un giorno sì e l’altro pure l’importanza dell’educazione civica e del rispetto, se l’amministrazione pubblica è la prima a non prendersi carico con responsabilità e sollecitudine del diritto costituzionale a studiare e formarsi, quando chiude una scuola ogni volta che c’è un temporale o espone a rischi concreti durante l’attività didattica. La scuola – concludono i rappresentanti di Partito democratico, Avs, + Europa, Italia viva, Psi e Rifondazione comunista – è il luogo dove con fiducia e in sicurezza i giovani devono poter costruire il loro futuro e quello della comunità tutta. Come può l’amministrazione provinciale essere così mancante da non attivarsi con la prontezza dovuta, anche quando viene sollecitata a farlo?”.