Si apre uno spiraglio per la stagione balneare a Marinella di Sarzana, dopo giorni di forte incertezza legati alla vicenda delle concessioni demaniali marittime. Con un decreto depositato il 5 maggio, il Consiglio di Stato ha infatti accolto l’istanza cautelare, consentendo al Comune di adottare soluzioni temporanee per evitare il blocco delle attività.
Il provvedimento arriva nell’ambito del contenzioso tra operatori balneari, Autorità garante della concorrenza e mercato e amministrazione comunale, dopo che il Tar Liguria aveva annullato la delibera con cui Sarzana aveva prorogato le concessioni in essere. Una decisione che, di fatto, rischiava di lasciare senza gestione il litorale proprio a ridosso dell’avvio ufficiale della stagione, fissato per il 15 maggio.
Nel decreto monocratico, il Consiglio di Stato riconosce la necessità di tutelare l’interesse pubblico, evidenziando come un rilascio immediato delle aree senza nuovi concessionari potrebbe compromettere sicurezza, salute e fruibilità delle spiagge. Da qui la possibilità per il Comune di ricorrere a “proroghe tecniche” o affidamenti temporanei agli attuali gestori, limitati alla durata della stagione estiva.
Una soluzione che consente di guadagnare tempo, in attesa della conclusione delle gare pubbliche già avviate il 27 aprile per l’assegnazione delle nuove concessioni. Il Comune, infatti, aveva già avviato le procedure ad evidenza pubblica, come richiesto dal Tar, ma i tempi tecnici rendono difficile un subentro immediato dei nuovi operatori.
Nel ricorso incidentale presentato a Palazzo Spada, l’amministrazione aveva sottolineato i rischi concreti di una stagione compromessa: dalla mancanza di servizi essenziali come salvataggio e pulizia, fino al danno economico per l’intero indotto turistico locale. Senza una gestione continuativa, il litorale di Marinella – lungo circa 1,6 chilometri – rischierebbe infatti di restare privo di presidio, con conseguenze rilevanti anche sul piano della sicurezza.
Il Consiglio di Stato ha quindi sospeso, almeno in parte, gli effetti della sentenza di primo grado, rinviando ogni decisione definitiva alla camera di consiglio fissata per il 26 maggio. Nel frattempo, spetterà al Comune individuare soluzioni temporanee, assumendo decisioni motivate caso per caso.
La partita resta dunque aperta, ma il decreto rappresenta un passaggio cruciale: da un lato conferma la necessità di procedere con le gare, dall’altro riconosce l’esigenza di evitare vuoti gestionali che metterebbero a rischio la stagione turistica.