Torna al centro del dibattito il trasporto pubblico locale della provincia della Spezia, già da mesi – e, più in generale, da circa due anni – sotto osservazione per criticità organizzative e gestionali. L’ultima segnalazione arriva all’indomani dell’avvio della procedura di raffreddamento attivata dai tre sindacati confederali nei confronti del consorzio che svolge circa il 30 per cento del servizio in subappalto. Nelle scorse settimane, inoltre, i rappresentanti dei lavoratori di Atc Esercizio avevano già evidenziato problemi nei tempi di percorrenza delle linee che transitano da Ceparana, legati alla presenza di un cantiere.
In questo contesto si inserisce la lettera inviata da Uiltrasporti, Ugl e Cobas al direttore generale di Atc Esercizio, Massimo Bellavigna, e al direttore tecnico Gianluca Pesalovo, nella quale le sigle sindacali denunciano una situazione definita “ormai insostenibile” nella gestione del personale viaggiante.
Secondo i sindacati, il ricorso allo straordinario “non rappresenta più una misura eccezionale per gestire le emergenze”, ma “una vera e propria strategia organizzativa strutturale”.
Una scelta che, viene sottolineato, deriverebbe dalla “cronica carenza di organico” e si tradurrebbe in “ritmi di lavoro che si reggono quasi esclusivamente sulla disponibilità del personale ai turni extra”.
Particolare criticità viene evidenziata anche nella gestione dei turni: “Abbiamo riscontrato una tendenza a riservare la copertura dei servizi nelle fasce mattutine e pomeridiane solo a quei lavoratori che garantiscono la prestazione di ore straordinarie”, scrivono Uiltrasporti, Ugl e Cobas, definendo “inaccettabile” che la mancata programmazione sulle assunzioni ricada sui dipendenti.
La lettera segnala inoltre la “negazione sistematica di ferie e permessi, persino a fronte di impegni personali documentati”, motivata dalla carenza di personale. Una situazione che, secondo le sigle, porta a “forzare la flessibilità di chi è già in servizio anziché intervenire sulle cause profonde del deficit di organico”.
Per queste ragioni, i sindacati chiedono che il lavoro straordinario torni “alla sua natura originaria: una prestazione accessoria, frutto di un accordo tra le parti, e non un obbligo di fatto imposto dalle necessità aziendali”.
Le organizzazioni firmatarie invitano inoltre la dirigenza a rendere edotta la proprietà, ovvero il Comune della Spezia e gli altri Comuni della provincia, auspicando “un pronto riscontro” e una soluzione “condivisa e rispettosa della dignità lavorativa del personale”.