Al via una campagna informativa per il corretto smaltimento di razzi di segnalazione e boette fumogene nautiche

Promuovere la sicurezza in mare significa anche gestire correttamente ciò che, una volta scaduto, può trasformarsi in un pericolo. Da questa consapevolezza nasce in Liguria la prima campagna informativa dedicata allo smaltimento dei segnali di soccorso nautici a fine vita, un tema spesso sottovalutato ma cruciale per la tutela dell’ambiente e delle persone. L’iniziativa, intitolata “In mare salvano, a terra no”, è stata avviata da Acam Ambiente in collaborazione con la Capitaneria di Porto della Spezia e CoGePir – Consorzio per la raccolta e il trattamento dei rifiuti derivanti da prodotti pirotecnici a fine vita. Il lancio arriva in un periodo strategico per il comparto nautico: con l’avvicinarsi della stagione estiva aumentano infatti le operazioni di manutenzione delle imbarcazioni da diporto e la sostituzione delle dotazioni di sicurezza di bordo, comprese quelle soggette a scadenza. Tra queste rientrano razzi di segnalazione e boette fumogene, dispositivi che, pur non più utilizzabili, conservano una carica esplosiva e non possono essere assimilati ai rifiuti urbani. Il loro conferimento nei cassonetti o nei centri di raccolta rappresenta quindi un comportamento scorretto e pericoloso, in grado di mettere a rischio operatori, impianti e cittadini, oltre a generare un impatto negativo sull’ambiente. La procedura corretta prevede invece la restituzione esclusiva ai rivenditori autorizzati, unici soggetti abilitati al ritiro e alla gestione di questi materiali. Proprio per rafforzare la consapevolezza su questo punto, la campagna punta su un’azione capillare di informazione e sensibilizzazione, coinvolgendo porti turistici, rimessaggi, cantieri nautici e associazioni di categoria, così da raggiungere direttamente diportisti e operatori del settore con indicazioni chiare e uniformi.

“Questa iniziativa nasce per promuovere comportamenti responsabili tra i diportisti e ridurre in modo concreto i conferimenti impropri, che rappresentano un rischio per la sicurezza di tutti”, dichiara Massimo Gianardi, presidente di Acam Ambiente. “È fondamentale il contributo di tutta la filiera, a partire dai rivenditori, nel rispetto delle normative vigenti. Vogliamo raggiungere in modo capillare gli utenti attraverso il coinvolgimento di porti turistici, rimessaggi, cantieri nautici e associazioni di categoria. Il messaggio è chiaro: i razzi nautici scaduti devono essere restituiti esclusivamente ai rivenditori autorizzati e mai conferiti nei rifiuti urbani”. Il progetto si inserisce inoltre in una fase rilevante per il settore, anche alla luce del riconoscimento ufficiale del sistema nazionale di gestione dei rifiuti pirotecnici. Con il decreto ministeriale n. 32 del 22 febbraio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti riconosciuto CoGePir come soggetto di riferimento per questa filiera, confermando il ruolo di un sistema altamente specializzato ma con ricadute significative in termini di sicurezza e sostenibilità.

“Per evitare la dispersione dei dispositivi pirotecnici nautici, e non solo, è importante il corretto comportamento da parte dei diportisti e consumatori in generale, che devono restituire i prodotti scaduti al rivenditore all’acquisto dei nuovi, oppure portarli direttamente presso i depositi esplosivi convenzionati, nel caso in cui la restituzione non avvenga contestualmente all’acquisto del prodotto nuovo sostitutivo. Tuttavia, è fondamentale che a monte produttori e importatori operino nella legalità, garantendo la tracciabilità dei prodotti immessi sul mercato”. Afferma Piervittorio Trebucchi, DG del Consorzio Gestione Pirotecnici. “Il contributo ambientale che finanzia il CoGePir, che è il sistema nazionale di gestione dei rifiuti esplodenti, ovvero l’unico riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed operante senza scopo di lucro, copre i costi per la gestione dei soli articoli pirotecnici di legittima immissione sul mercato. Prodotti immessi illegittimamente sul mercato, ovvero immessi da aziende che non sono associate al CoGePir, creano “rifiuti orfani” che, pur mantenendo la loro carica esplosiva, non dispongono di accantonamenti finanziari per il loro smaltimento a fine vita, ed il detentore si troverà nella situazione di non vederseli ritirati dal rivenditore, o del deposito convenzionato con il CoGePir. È quindi cruciale – conclude Trebucchi – che le Autorità di controllo verifichino fin dall’origine la legittima immissione sul mercato da parte dei produttori e la loro obbligatoria iscrizione al Consorzio. Solo con l’accantonamento garantito dall’eco contributo si assicura una corretta e sicura gestione del fine vita di questi prodotti, tutelando ambiente e sicurezza pubblica”.

Anche la Capitaneria di Porto della Spezia, presente alla conferenza con il comandante Michele Rossano, ha aderito con convinzione al progetto, in linea con le proprie competenze istituzionali legate alla sicurezza della navigazione e alla tutela dell’ambiente marino e costiero. “Lo smaltimento improprio dei segnali pirotecnici di soccorso, interseca, infatti, diversi nostri ambiti di competenza: razzi e fuochi, se conservati a bordo in cattivo stato o scaduti, oltre a non assolvere alla loro funzione, possono rappresentare un pericolo per il diportista, oltre che un serio danno per l’ambiente, ove scelleratamente abbandonati in mare o comunque smaltiti fuori dalle filiere autorizzate. L’obiettivo è quello della promozione della cultura della sicurezza attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti gli operatori del settore, dai rivenditori specializzati fino all’utente finale, il diportista”.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​