Franco Vaira lascia il Consiglio comunale della Spezia dopo poco più di cinque anni. Le dimissioni, annunciate ieri sera, arrivano al termine di una riflessione che intreccia motivazioni personali e politiche, maturata – spiega lo stesso Vaira – in un contesto di crescente disaffezione nei confronti della vita amministrativa.
“Il ruolo del consigliere comunale si è ormai fossilizzato sulla contrapposizione tra maggioranza e opposizione – afferma – e chi non si riconosce in questa logica si trova a disagio. Il ruolo della minoranza, di fatto, non esiste”. Da qui la critica a un sistema che, secondo Vaira, lascia poco spazio al confronto reale: “Se potessi dare un consiglio a chi governa, dire di prevedere dei momenti di condivisione con l’opposizione e con la popolazione, mantenendo comunque la possibilità di prendere la decisione finale”.
Tra le ragioni dell’amarezza anche l’impossibilità di incidere su temi ritenuti centrali, in particolare quello sanitario: “Speravo di poter portare un contributo, ma in nove anni, da quando ho iniziato ad avvicinarmi alla politica, ho visto il sistema peggiorare costantemente. Siamo arrivati al punto che chi ha i soldi si cura, chi non li ha no”. Un giudizio netto, accompagnato dalla delusione per l’assenza di un confronto trasversale su questioni considerate fondamentali.
Alla difficoltà di incidere si è aggiunta, negli ultimi tempi, anche la mancanza di riferimenti politici. “Avantinsieme è nato in un momento preciso della storia locale, oggi il panorama è cambiato – osserva Vaira –. Anche +Europa sta attraversando una fase complessa e mi sono trovato senza un vero riferimento nazionale”. Da qui la decisione di fare un passo indietro, almeno per ora: “Se cambierà il modo di fare politica, vedremo cosa accadrà in futuro”.
Con le dimissioni di Vaira viene meno anche la presenza del movimento civico Avantinsieme a Palazzo civico. In una nota, il gruppo prende atto della scelta del proprio vicepresidente, esprimendo “grande dispiacere” ma anche “ringraziamento per l’impegno, la serietà e il senso di responsabilità” dimostrati in questi anni. Il movimento rivendica il ruolo svolto da Vaira come “voce civica, autonoma e radicata nel territorio”, sottolineando come la sua uscita segni la fine di una rappresentanza nata fuori dai partiti.
A subentrare sarà l’architetto Andrea Massalongo, primo dei non eletti nella lista, che nel frattempo ha aderito al Partito democratico e ha avviato il progetto “Laboratorio di periferia”, dedicato alle criticità urbanistiche e sociali dei quartieri cittadini. Una scelta definita “legittima sul piano personale” da Avantinsieme, ma che secondo il movimento apre un tema di coerenza rispetto al mandato civico originario.
Il movimento assicura comunque la prosecuzione della propria attività anche al di fuori dell’aula consiliare, con l’obiettivo di portare avanti una politica “libera, concreta e indipendente”, centrata sui bisogni del territorio e su uno sviluppo sostenibile ed equilibrato. Un impegno che, almeno per ora, proseguirà senza rappresentanza diretta nelle istituzioni cittadine.