Una pioggia leggera ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa di Santa Maria Assunta, quasi a sottolineare il dolore condiviso da un’intera comunità per la scomparsa di Paolo Faconti. Questa mattina, nella concattedrale gremita, si sono svolti i funerali del direttore di Confindustria, figura molto conosciuta e stimata nel tessuto economico e sociale spezzino.
Le tre navate erano colme di persone: autorità civili, militari e religiose, imprenditori, colleghi e rappresentanti della classe dirigente locale, ma anche tanti cittadini comuni. Una partecipazione ampia e composta, che ha restituito l’immagine di un uomo capace di muoversi ai vertici del mondo imprenditoriale senza mai perdere semplicità e autenticità nei rapporti umani.
Faconti si è spento nel giro di poche settimane, colpito da una malattia che non gli ha lasciato scampo, lasciando incredulità e sgomento tra quanti lo conoscevano e lavoravano con lui.
Durante la funzione, celebrata da don Luca Palei, è intervenuto Mario Gerini, già presidente di Ance e Confindustria, che con Faconti aveva condiviso oltre dieci anni di lavoro. Nel suo ricordo sono emersi non solo gli impegni professionali, ma anche il lato più umano del rapporto: viaggi, confronti, lunghe telefonate e “consigli reciproci, quelli che si scambiano tra amici veri”.
Gerini ha ripercorso anche la carriera di Faconti, iniziata nel 1982 proprio in Confindustria, “come impiegato di seconda categoria”, come lui stesso amava ricordare con orgoglio. Un percorso di crescita costante che lo ha portato a ricoprire ruoli sempre più importanti, fino a diventare direttore di Ance e poi di Confindustria. Tra i riconoscimenti più sentiti, la nomina a cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, di cui andava particolarmente fiero.
“Per lui Confindustria era una storia fatta di persone, che sono la vera anima dell’associazione”, è stato sottolineato durante l’omelia, tracciando il profilo di un uomo che ha sempre messo al centro le relazioni.
Nel ricordo degli amici resta soprattutto il tratto umano: “Paolo aveva un sorriso illuminante, che ti dava la sensazione di averlo vicino sempre”.
Un’immagine che questa mattina, tra silenzi e commozione, è riaffiorata più volte tra i presenti, accompagnando l’ultimo saluto.