Angelo Molinari a Radio Picco: “Portai allo Spezia Volpi dopo il fallimento. Ora teniamoci stretti Roberts”

“Sono al Picco da 79 anni, ne ho viste tante”. Non perde il sorriso Angelo Molinari, una vita nel commercio spezzino e parallelamente nello Spezia Calcio. Tre volte nel consiglio di amministrazione, anche vice presidente del club di via Melara, oggi vive da tifoso l’inabissarsi dell’attuale Spezia verso la Serie C, quando mancano solo quattro giornate alla fine del campionato. “Temevo da tempo per le sorti dello Spezia e domenica purtroppo ha sancito, probabilmente, la retrocessione in Serie C. È dolorosissimo, ci sono ancora i miracoli a cui appellarsi e vincere le ultime quattro partite per andare al play-out, ma mi sembra molto difficile per questo tipo di squadra. Mentalmente e fisicamente stanno vivendo un momento molto complicato. È un anno partito male che sta finendo anche peggio e non credo che le prossime quattro giornate saranno diverse. Se ci sarà poi il miracolo ne sarò solo che contento”, racconta a Radio Picco, la trasmissione dal lunedì al venerdì alle ore 18 su RLV – La Radio A Colori, che tratta i temi dello Spezia Calcio.

Si profila una retrocessione dolorosa. 
“Siamo con un piede, quasi due, in Serie C. È un disastro sportivo ed economico per la città, l’unica fortuna è la permanenza del proprietario Roberts. Non bisogna sputare addosso a chi ha messo tanti soldi e ha intenzione di metterne ancora. Nel disastro che stiamo vivendo è l’unica nota lieta, perché in queste situazioni di solite c’è il fuggi fuggi generale. Per fortuna abbiamo una società che parla di programmazione quinquennale verso la Serie A. È importante, se sarà Serie C c’è comunque la volontà di ripartire ed è importante per riportare il grande pubblico al Picco, che per anni ha assaporato Serie A e B e ora ha palati esigenti”. 

Lei i trionfi e le cadute dello Spezia li ha vissuti tutti.
“Dal Dopoguerra in poi. Ero in gradinata nel ’46, ero in gradinata anche nel ’51, in quel posto dove ero domenica. Ho vissuto le retrocessioni dalla B alla C, ero un bambino, ma poi ci sono stato anche da adulto, vivendo tutto ciò che è stato dello Spezia. Lo ho nel cuore, da allora ai nostri giorni”. 

In quel 2008 dell’ultima retrocessione dalla B poi si arrivò a Gabriele Volpi. Anche grazie a lei.
“Ce lo siamo dimenticati in fretta, Gabriele Volpi. Eravamo falliti, alle soglie del campionato dilettanti, e il sindaco di allora, Federici, stava per chiudere la trattativa con qualcuno che non valeva Volpi. Ho portato io il presidente, l’ho avvicinato e mi ha confermato le sue intenzioni ad acquistare lo Spezia, legate all’arrivo di un uomo di calcio dalla Sampdoria perché lui viveva di pallanuoto e sapeva poco di pallone. Riuscii a tenere buono Federici che stava trattando con un’azienda di Piacenza, ebbi pazienza e alla fine con l’arrivo di Iacopetti stabilimmo la data dell’arrivo di Volpi: lunedì 4 agosto, prima della sua partenza per l’estero. L’ho aspettato in Piazza Europa, venne con Iacopetti ed Eraldo Pizzo, andammo da Federici e in un quarto d’ora si fece tutto. Da lì è partita la riscossa dello Spezia, con i fasti della Serie A. Rimarrà indelebile nella storia dello Spezia”. 

Ci sarà comunque continuità con questa proprietà. 
“Teniamoceli stretti questi americani. Dopo la fortuna di Volpi abbiamo la fortuna di avere loro, che hanno speso tanti soldi in un anno. Hanno propositi importanti, giusto contestare come tifosi ma civilmente ed educatamente. Il proprietario non ha colpe, se lo facciamo scappare siamo rovinati. L’importante è spendere bene i soldi, non si sono divertiti a buttarli quest’anno, ma evidentemente non erano circondati dalle persone giuste. La forza economica c’è, bisogna trovare le persone giuste che sappiano come fare le cose, come accaduto al tempo di Volpi quando si portò allo Spezia Angelozzi”. 

Lì si riuscì a far quadrare tutto.
“Volpi pagò lo scotto di non essere un uomo di calcio, come spesso aveva dichiarato. Aveva Iacopetti che erano una persona di grande serietà, ma non poteva bastare solo lui. Bastò Angelozzi, che era già stato a Spezia ma non era riuscito a lavorare. Quando tornò gli assicurammo che avrebbe avuto carta bianca e con meno sforzi economici riuscì ad andare in Serie A. Volpi ha speso tantissimo, ma queste persone che sono oggi allo Spezia hanno speso ancora di più, purtroppo senza risultati. La speranza è che possano spendere bene i propri soldi e riportare lo Spezia dove merita”. 

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