Si avvia verso una definizione giudiziaria la vicenda dei pacchi bomba recapitati anche alla sede spezzina di Kruk Italia, episodio che nei mesi scorsi aveva suscitato forte preoccupazione in città. Per Fabio Maresi, 62enne agricoltore di Faenza, è stato infatti raggiunto un accordo tra accusa e difesa che prevede una pena di due anni e sei mesi di reclusione e seimila euro di multa, con la possibilità di conversione in lavori di pubblica utilità. L’intesa, formalizzata dall’avvocato Federica Giorgi dopo il via libera del pubblico ministero Giacomo Gustavino, è stata presentata al giudice per l’udienza preliminare Marinella Acerbi.
Nel procedimento si è costituita parte civile anche la stessa società di recupero crediti. Ora la decisione passa al gup, che si pronuncerà il prossimo 9 giugno, mentre nel frattempo l’Ufficio di esecuzione penale esterna dovrà predisporre una relazione per stabilire modalità e durata dell’eventuale attività sostitutiva.
Le indagini della Procura della Spezia, condotte dalla Digos, hanno ricostruito come l’uomo abbia inviato due ordigni tra aprile e luglio dello scorso anno alle sedi della Spezia e di Milano della società. Fondamentale, per risalire al responsabile, è stato il lavoro di tracciamento dell’ufficio postale di spedizione, reso possibile dalle testimonianze degli impiegati e dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. Nel caso spezzino, la scoperta del plico sospetto nella sede di via Taviani aveva fatto scattare l’evacuazione dell’edificio e l’intervento degli artificieri.
All’interno del pacco era presente una bomba da mortaio risalente alla Seconda guerra mondiale, ancora attiva e potenzialmente letale. Durante la successiva perquisizione, infine, in un terreno nella disponibilità dell’uomo sono stati rinvenuti altri ordigni, uno dei quali analogo a quelli spediti, a conferma della pericolosità della condotta.