“E aventüe de Pignèo”, il libro di Collodi tradotto in dialetto spezzino da Pier Giorgio Cavallini

Il 19 di marzo, per l’ormai classico e atteso appuntamento dell’Accademia Capellini con il dialetto spezzino, è stato presentato il bellissimo libro “E aventüe de Pignèo – Stoia de na marioneta”, Il Filo di Arianna edizioni, trasposizione sprugolina di Pier Giorgio Cavallini del Pinocchio di Collodi-Carlo Lorenzini, del quale ricorre quest’anno il bicentenario della nascita.

Pinocchio è il libro italiano più tradotto al mondo; la Fondazione Nazionale Carlo Collodi cita 669 traduzioni in 192 lingue e dialetti; tra questi ultimi mancava lo spezzino ma il filologo Cavallini, che ogni spezzino dovrebbe ringraziare per il costante impegno verso tutti i vari dialetti del nostro territorio, con grande cura e ancora maggior divertimento, vi ha posto rimedio.

E aventüe de Pignèo

 

La resa spezzina è musicale e spassosissima con alcuni passaggi decisamente esilaranti grazie anche all’utilizzo di straordinari termini dialettali che, se non ricordati e scritti, dato che praticamente nessuno più li usa, rischiavano di scomparire nell’oblio.

E aventüe de Pignèo

 

Sono orgoglioso e grato che, per una curiosa coincidenza (alle quali non credo, penso che le cose accadono perché devono accadere), ho potuto in qualche modo collaborare a questa pubblicazione: ero in tipografia per scansionare le illustrazioni del mio pinocchio che uscirà a maggio e il grafico mi dice “Guarda un po’ qui” e mi fa vedere su uno schermo le pagine del Pignèo di Cavallini che stava finendo di impaginare. Con Pier Giorgio siamo amici e stimo infinitamente il suo lavoro, così lo chiamo e gli chiedo se gli avrebbe fatto piacere (a me senz’altro sì) utilizzare i bozzetti dei miei disegni per il suo libro, lui ne parla con l’editrice, l’idea piace a entrambi e la approvano, e ora 36 miei schizzi preparatori (spesso più freschi proprio perché buttati giù di getto) dei disegni definitivi sono a completare la bella e necessaria edizione spezzina che ritengo – forse perché amo questo meraviglioso romanzo che ogni volta che lo si rilegge apre nuovi interessanti orizzonti di interpretazione e non a caso è pubblicato in ogni angolo del mondo – dovrebbe essere presente nella casa di ogni spezzino.

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