Area Enel, la partita si restringe: “Restano in corsa due aziende”. E intanto se ne fanno avanti altre

Si restringe a due soli soggetti il ventaglio delle aziende interessate alle aree messe a disposizione da Enel ormai due anni fa. È questo il dato più rilevante emerso oggi in commissione consiliare a Palazzo civico, convocata per fare il punto sul destino del sito industriale anche alla luce della recente delibera urbanistica del Comune.

Un dialogo atteso da tempo, come ha ricordato la consigliera Martina Giannetti, che ha sottolineato come la richiesta di convocazione risalga a due anni fa, proprio per la rilevanza strategica del tema. “Dopo l’avviso di manifestazione di interesse chiediamo quale ne sia l’esito e quali progettualità ci sono in corso. E cosa c’è in campo in fatto di bonifiche? La città ha sofferto il silenzio di questi anni. Sappiamo che ci saranno due impianti Bes e null’altro”, ha detto, evocando anche l’ipotesi di un modello commissariale sullo stile di Civitavecchia.

A fare il punto per l’amministrazione è stata l’assessore all’Urbanistica Patrizia Saccone, che ha rivendicato il senso della delibera recentemente approvata. “È l’ultimo atto con cui l’amministrazione assume di guidare la trasformazione di questa area. Processo che è già in atto: sono stati demoliti serbatoi, impianto di clorazione, carbonili e nastro trasportatore e buona parte della ciminiera. Prima si demolisce e poi si pianifica, non si può programmare di intervenire su un sito ancora industriale”, ha spiegato, respingendo l’ipotesi di un commissario: “Serve quando le situazioni sono bloccate, ma qui non è così”. E sulle bonifiche, una risposta netta: “Non si annunciano, si fanno”.

Dal lato Enel, Nicola Bracaloni, responsabile nazionale della filiera carbone per l’azienda, ha ripercorso il percorso avviato con la dismissione del carbone e il progressivo decommissioning dell’impianto.
L’area complessiva è di circa 72 ettari, di cui 40 utilizzabili. Sono stati stanziati 50 milioni di euro per le demolizioni, mentre sul fronte energetico sono già operativi o in fase di sviluppo sistemi di accumulo: un primo impianto Bes da 22 megawatt è entrato in funzione nel 2025, mentre un altro, per complessivi 193 megawatt, sarà pronto nel 2027. Il tutto per un investimento di circa 150 milioni di euro.

Il nodo centrale resta però quello del riutilizzo delle aree. Dopo l’avviso di manifestazione di interesse dell’aprile 2024, erano arrivate dieci proposte ritenute valutabili. “Proposte molto diverse tra loro, che hanno richiesto tempi lunghi di analisi”, ha spiegato Bracaloni. Nel frattempo sono state escluse le ipotesi legate alla logistica, mentre è stato ribadito che all’avviso non avevano risposto imprese legate alla nautica. E oggi, ha svelato il dirigente Enel, la selezione si è ridotta a due proposte del settore manifatturiero, “quasi alternative tra loro”, per le quali sono in corso ulteriori approfondimenti con tanto di business plan e scambi di documentazione riservata, accompagnati da memorandum di riservatezza. “Ci attendiamo a breve manifestazioni di interesse impegnative”, ha aggiunto, sottolineando che per ciascun soggetto sono già stati effettuati cinque sopralluoghi.

Parallelamente continuano ad arrivare contatti informali da altri operatori, operanti nei settori della nautica, dei servizi e delle infrastrutture, che potrebbero aprire a un eventuale ampliamento del perimetro di sviluppo. Al momento, però, la partita concreta si gioca su due tavoli.

Sulle tempistiche, sollecitate anche dalla commissione con il presidente Matteo Basso e dai consiglieri Barbara Pettinati e Gabriella Crovara, Enel ha ribadito la complessità del percorso: “Il prolungamento dei tempi è legato alla necessità di approfondimenti tecnici e documentali su proposte molto articolate”, ha ribadito Maria Luigia Partipilo, responsabile Nord Ovest per gli Affari istituzionali.

Per quanto riguarda le bonifiche, il direttore dell’impianto e responsabile del decommissioning, Vincenzo Cenci, ha chiarito che gli interventi previsti sono stati completati, compreso il deposito ceneri, unico vero intervento di bonifica in senso stretto: “Nel perimetro della centrale tutte le aree sono state caratterizzate e il sito è sempre risultato utilizzabile per uso industriale. Se gli usi saranno diversi, saranno necessarie nuove caratterizzazioni”.

Nel dibattito sono emersi anche temi politici e ambientali, con Roberto Centi che ha richiamato il precedente scontro sul progetto di centrale a gas, stoppato da un pronunciamento unanime del consiglio regionale, e Giorgia Lombardi che ha chiesto delucidazioni sul coinvolgimento di Arpal nelle verifiche ambientali, ricevendo conferma da Enel sul ruolo di monitoraggio svolto dall’agenzia regionale nel percorso, con procedure rigorose di analisi e controllo.

A dieci anni dall’annuncio dell’addio al carbone, il futuro dell’area resta dunque in una fase ancora interlocutoria, ma con un quadro un po’ più definito rispetto ai mesi scorsi. Ora la speranza, ribadita in commissione sia da maggioranza che da opposizione, è che il processo di analisi delle proposte e di confronto tra Enel e le aziende interessate arrivi al più presto a una conclusione.

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