Accordo buoni pasto in Atc, sindacati divisi. La Cisl: “Buon risultato che non deve essere fine a sé stesso”. Gli altri: “Oltre gli annunci serve operatività”

All’interno di Atc esercizio l’unità sindacale, ricostruita negli ultimi mesi dopo anni di contrapposizioni anche molto dure, ha retto quanto bastava per arrivare a un primo risultato concreto: la firma dell’accordo di secondo livello sui buoni pasto. Un traguardo atteso da tempo, che ha rappresentato un punto di caduta condiviso tra le organizzazioni dei lavoratori e l’azienda. Ma proprio all’indomani di quell’intesa, si è già consumata la prima frattura, con la Cisl che si è smarcata dalla posizione delle altre sigle.

A certificare la rottura è il contenuto delle due distinte note diffuse nelle ultime ore.
Da una parte Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas, che mantengono una linea comune e decisamente critica; dall’altra la Fit Cisl, che pur riconoscendo i problemi aperti, sceglie un’impostazione più dialogante nei confronti dell’azienda.

Nel documento Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas parlano senza mezzi termini: “Se l’introduzione dei buoni pasto rappresenta un atto di giustizia atteso dal 1997 e una necessaria boccata d’ossigeno, non può e non deve essere utilizzata come un velo per coprire le profonde crepe che minano il servizio di trasporto pubblico locale”. Il riferimento è a una situazione che, secondo le sigle firmatarie, resta fortemente critica sotto molteplici aspetti, a partire dall’organizzazione del lavoro e dalla qualità complessiva del servizio.
Nel mirino finisce anche la gestione delle risorse. “Registriamo con stupore l’incongruenza tra quanto c’è stato sempre ribadito con forza da parte del presidente e del direttore al tavolo negoziale e quanto affermato oggi pubblicamente. Mentre durante le trattative veniva negata la ricezione degli stanziamenti da 2.265.000 euro da parte di Regione e Provincia, oggi leggiamo versioni opposte”. Da qui la richiesta: “Se queste risorse sono realmente disponibili, il confronto deve ripartire immediatamente. Quei fondi vanno investiti sulla qualità della vita di chi sta al volante”.
Il documento entra poi nel merito delle criticità operative: una città profondamente cambiata, con una forte crescita turistica, a fronte però di un servizio rimasto “all’era pre-digitale”. “Guidare oggi con tabelle orarie di decenni fa sottopone il personale a uno stress psicofisico insostenibile per garantire puntualità e sicurezza in un traffico mutato”. E ancora: “Il ricorso esasperato ai privati (che oggi gestiscono il 30% delle linee) ha solo peggiorato il servizio e appesantito i turni dei dipendenti Atc”.
“I turni attuali penalizzano la vita privata dei lavoratori. Serve una revisione profonda e una gestione meno rigida che rispetti la dignità della persona”, affermano le sigle in fatto di condizioni di lavoro, mentre sul fronte occupazionale aggiungono: “L’attrattività della professione non si recupera con un ticket da 5 euro. La fuga dei conducenti e la cronica difficoltà nel reperire nuovo personale sono il risultato di condizioni di lavoro diventate insostenibili”.
La conclusione è netta: “Siamo pronti al confronto, ma non a fare da spettatori a una narrazione aziendale distante dalla realtà della strada”.

Di tono diverso la posizione della Fit Cisl, che pur non negando le criticità sceglie di valorizzare il risultato raggiunto, sottolineando come fosse “diventato indispensabile agire su un percorso di miglioramento per il personale di Atc” e come l’intesa rappresenti un primo passo in questa direzione.
Allo stesso tempo, però, la Cisl richiama l’attenzione sugli impegni futuri: “Ci preme evidenziare la parte dell’Accordo legato agli impegni presi dalle parti perché questo sia solo l’inizio di un percorso che vada a far sì che il lavorare per Atc torni ad essere un’ambizione per chi cerca una collocazione stabile nel territorio spezzino”.
“I problemi da affrontare sono ancora molti sul tavolo, ma finalmente è stato riconosciuto dal management che per troppo tempo vi è stato un immobilismo dannoso nella contrattazione e nello sviluppo di Atc”, prosegue la Fit Cisl.
Infine, lo sguardo alle risorse in arrivo: “Oggi sembra per impegni presi che arriveranno risorse aggiuntive per il Tpl spezzino dal fondo nazionale e regionale e per noi è fondamentale che queste risorse abbiano un impatto importante e strutturale sulla qualità del lavoro e del servizio di Atc”.

Due posizioni differenti nel giudizio dei toni trionfalistici utilizzati dall’azienda e sull’atteggiamento da tenere alla ricerca delle mosse da mettere in campo per il futuro, ma una sola certezza: il servizio è in difficoltà e deve migliorare, sia per i lavoratori che per gli utenti.

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