“Oggi 8 marzo celebriamo gli ottant’anni della Festa delle Donne, ma quest’anno la ricorrenza assume un significato ancora più profondo: sono infatti ottant’anni anche dal 2 giugno 1946, giorno in cui le donne italiane votarono per la prima volta, conquistando il diritto di partecipare alla vita democratica del Paese. Ottant’anni di storia, di lotte, di conquiste. Eppure nel nostro Comune, a due anni dalla formazione della giunta, non figura ancora alcuna donna tra gli assessori”. Lo sottolinea la lista civica “Futuro per Riccò”, intervenendo nel giorno della Festa della donna per stigmatizzare l’assenza di quote rosa all’interno della compagine di governo del sindaco Loris Figoli.
“Non si tratta di un impedimento tecnico o procedurale: è una scelta politica e culturale precisa. Il sindaco non riesce – o non vuole – chiedere un passo indietro a uno dei suoi, dimostrando che la difesa delle poltrone prevale sul rispetto della parità di genere. Un segnale grave, che parla chiaro sulla scala di priorità di chi ci governa – prosegue l’opposizione di Riccò del Golfo -. Le giustificazioni offerte nel tempo non sono altro che un tentativo di nascondere una realtà scomoda. Mai come oggi la politica è entrata prepotentemente tra le mura del nostro Comune: gli interessi personali e di partito si sono sostituiti all’interesse del territorio e dei suoi cittadini. La questione della rappresentanza femminile non è un caso isolato, ma il sintomo di una gestione in cui le logiche di potere prevalgono sistematicamente sul bene comune.
È inutile celebrare con panchine rosse, selfie di circostanza o iniziative di facciata, se poi è il Comune per primo a non rispettare i principi democratici fondamentali”.
“La parità di genere non si festeggia con i simboli: si pratica con le scelte concrete, ogni giorno, a partire da chi ha il dovere di dare l’esempio.
Viviamo ancora in un contesto in cui le donne sono costrette ad aspettare il proprio turno per esercitare diritti che dovrebbero essere garantiti. Ottant’anni dopo quel voto storico, non è accettabile. È tempo di cambiare — e quel tempo è adesso”, conclude la lista civica “Futuro per Riccò”.
“Non si tratta di un impedimento tecnico o procedurale: è una scelta politica e culturale precisa. Il sindaco non riesce – o non vuole – chiedere un passo indietro a uno dei suoi, dimostrando che la difesa delle poltrone prevale sul rispetto della parità di genere. Un segnale grave, che parla chiaro sulla scala di priorità di chi ci governa – prosegue l’opposizione di Riccò del Golfo -. Le giustificazioni offerte nel tempo non sono altro che un tentativo di nascondere una realtà scomoda. Mai come oggi la politica è entrata prepotentemente tra le mura del nostro Comune: gli interessi personali e di partito si sono sostituiti all’interesse del territorio e dei suoi cittadini. La questione della rappresentanza femminile non è un caso isolato, ma il sintomo di una gestione in cui le logiche di potere prevalgono sistematicamente sul bene comune.
È inutile celebrare con panchine rosse, selfie di circostanza o iniziative di facciata, se poi è il Comune per primo a non rispettare i principi democratici fondamentali”.
“La parità di genere non si festeggia con i simboli: si pratica con le scelte concrete, ogni giorno, a partire da chi ha il dovere di dare l’esempio.
Viviamo ancora in un contesto in cui le donne sono costrette ad aspettare il proprio turno per esercitare diritti che dovrebbero essere garantiti. Ottant’anni dopo quel voto storico, non è accettabile. È tempo di cambiare — e quel tempo è adesso”, conclude la lista civica “Futuro per Riccò”.