Bombe sull’Iran, rotte internazionali riscritte. Le agenzie di viaggio: “Priorità ai rientri, il viaggiatore aspetta ma non si ferma”

La situazione internazionale è complessa e i bombardamenti sull’Iran hanno creato una certa preoccupazione sia tra chi è rimasto, attende di partire e chi aspetta il ritorno di qualcuno. In questo contesto si inseriscono i lavori delle agenzie di viaggio spezzine che stanno assistendo all’attuale scenario geopolitico e prestano la massima attenzione a tutto. Città della Spezia ha analizzato il momento con Maurizio Bonnecchi dell’agenzia Abracadabra, Paolo Viti di Arianna 2002 e Monia Novelli di Sara Vacanze.

I bombardamenti sull’Iran da parte di Usa e Israele impongono una riscrittura immediata delle rotte aeree. La priorità resta far rientrare tutti a casa. Per chi si trova lontano e deve transitare dai grandi aeroporti internazionali, la realtà è fatta di voli pieni e percorsi alternativi. A complicare il quadro, l’annuncio degli Stati Uniti: i propri concittadini devono lasciare l’Egitto. Le agenzie monitorano la situazione, non fanno pronostici, ma cercano soluzioni per ogni evenienza.

Per Maurizio Bonnecchi, titolare di Abracadabra, l’esperienza quarantennale diventa un filtro per districarsi tra tante informazioni che possono contribuire a creare ancora più apprensione: “In 40 anni di lavoro ne abbiamo viste tante, dalla Guerra del Golfo al Covid, e si sono sempre risolte”. La quiete operativa è una scelta precisa: “Al di là del fatto economico, serve attenzione. Il lavoro oggi è risolvere e basta”. Sulla reazione dei clienti, Bonnecchi non usa mezzi termini: “Se c’è qualcosa in Medio Oriente, la gente ha paura. È comprensibile. Ma la maggior parte aspetta che la situazione migliori. I transiti su Dubai rappresentano il 70 per cento del traffico”.

Lo scenario internazionale impone il ricorso a rotte alternative, una soluzione che delinea già il futuro del comparto. La distinzione è netta: mentre il turista compie scelte diverse, il viaggiatore se vuole partire parte, adattando il percorso pur di non rinunciare alla meta.

Per Paolo Viti di Arianna 2002, il momento richiama le fasi più dure dell’emergenza sanitaria: “Siamo di fronte a una situazione già affrontata nel periodo Covid, con una percezione di paura allo stesso livello. Tanti viaggiatori sono coinvolti. I rimpatri sono la priorità e vanno coordinati con i vettori”. Il nodo resta la gestione dei grandi hub: “Dubai e Abu Dhabi gestiscono un traffico imponente che genera flussi complessi negli aeroporti. Garantiamo assistenza continua per gestire rientri non previsti. Fare previsioni è prematuro. Notiamo interesse per l’Indocina e il Giappone, mercati più tranquilli, mentre l’hub di Istanbul resta fuori dal coinvolgimento diretto”.

Infine, Monia Novelli dell’agenzia di Castelnuovo Magra Sara Vacanze sottolinea il rigore informativo necessario in queste ore: “Monitoriamo la situazione attraverso i canali ufficiali per proteggere chi viaggia. Le difficoltà aeree sono evidenti. Gestiamo chi è già in viaggio, anche se i voli di rientro sono spesso completi”. Il richiamo di Washington ha colpito direttamente una meta fondamentale per il mercato locale: “L’Egitto vive uno stallo dopo il comunicato USA. È un mercato che ora appare fermo, quasi congelato. Non facciamo pronostici, ma sosteniamo i clienti nel trovare alternative per ogni evenienza”.

A detta delle agenzie, il Covid ha segnato una traccia: imparare a gestire imprevisti di grande portata. La guerra è una cosa diversa, ma i tour operator professionali stanno dando le risposte necessarie ai viaggiatori bloccati. Per il decongestionamento definitivo e i rientri servirà ancora qualche giorno.

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