Si va delineando il futuro di Nave Trieste, la nave di assalto anfibia che ha rappresentato il progetto più ambizioso per l’industria nazionale e la Marina Militare degli ultimi decenni. La LHD è destinata a lasciare la Spezia per fare base a Taranto, ma sarà alle dipendenze della terza divisione navale con sede a Brindisi. Il Trieste sarà quindi assegnato primariamente alla forza anfibia per operare insieme alla Brigata San Marco.
La destinazione tarantina risulta in pratica obbligata anche perché i 245 metri di lunghezza dell’unità necessitano di strutture adeguate per essere ormeggiata e alimentata in banchina. A partire dal 2021 nella base navale della Spezia sono stati portati avanti lavori importanti per ammodernare il molo Varicella alle esigenze di quella che è la nave di maggior stazza attualmente in servizio con la Marina Militare.
Due settimane fa la consegna della bandiera di combattimento avvenuta proprio nella città di Trieste. “Il percorso di crescita di questa nave, così abilitante per la nostra difesa, si completerà nei prossimi mesi con un periodo di ulteriore attività tecnica funzionale a mettere a punto i sistemi dopo il rodaggio iniziale che abbiamo condotto sino ad oggi”, ha illustrato in quell’occasione l’ammiraglio Enrico Credendino nel suo ultimo discorso da Capo di stato maggiore della Marina prima di cedere il ruolo all’ammiraglio Berutti Bergotto.
Tra le attività che attendono sul medio periodo il Trieste ci sono quelle necessarie a ospitare gli F-35B, i cacciabombardieri a decollo verticale già in servizio sulla portaerei Cavour, che passa anche attraverso una serie di lavori. In seguito, proprio come il Cavour, anche la LHD dovrà recarsi a Norfolk, la grande base della US Navy in Virginia, per ottenere la certificazione a operare gli F-35B. Il Trieste è infatti concepito come una alternate carrier vessel, così si legge in un dossier approvato dal parlamento.