Durante l’ultima missione in Senegal, il team medico dell’associazione spezzina Gocce di Sorriso, di cui fa parte il cardiologo Massimo Bonetti, ha individuato due giovani pazienti affetti da gravi cardiopatie: una bambina di due anni, S.B., e un ragazzo di diciannove anni, M.D. Entrambi necessitano di interventi cardiochirurgici urgenti.
Le diagnosi sono chiare e particolarmente severe, ma le possibilità di cura esistono. La priorità, oggi, è il tempo e pertanto i volontari dell’associazione hanno lanciato una raccolta fondi online alla quale hanno già aderito più di cento donatori. Ma il traguardo finale è ancora da raggiungere.
La bambina presenta una cardiopatia congenita complessa con difetto interventricolare, insufficienza mitralica severa e ipertensione polmonare, una condizione molto grave ma potenzialmente correggibile con un intervento adeguato. Il ragazzo è affetto da una cardiopatia multivalvolare acquisita, con stenosi mitralica severa, insufficienze valvolari e grave ipertensione polmonare: anche in questo caso la situazione è complessa, ma sono presenti opzioni chirurgiche concrete.
Nei giorni scorsi sono arrivati nuovi aggiornamenti clinici sulla piccola S.B. dopo una rivalutazione cardiologica effettuata a Dakar. Rispetto agli esami svolti un anno fa, che avevano evidenziato un difetto interventricolare congenito, i nuovi controlli hanno confermato anche una insufficienza mitralica severa. Questo comporta un percorso di cura più articolato del previsto, con la necessità di due interventi. Il cardiologo ha indicato l’urgenza di procedere rapidamente: la bambina potrebbe essere programmata già dalla prossima settimana, iniziando con un cateterismo diagnostico seguito dall’intervento chirurgico.
L’ospedale di Dakar ha fornito un primo preventivo dei costi: 725.000 franchi CFA (pari a oltre mille euro) per il kit diagnostico e 3.500.000 franchi CFA (oltre 5mila euro) per l’intervento chirurgico, a cui si aggiungeranno le spese per i farmaci e le cure post-operatorie. La famiglia ha già sostenuto i costi per ecocardiogramma ed elettrocardiogramma, ma ha comunicato di non avere più risorse per affrontare le prossime procedure necessarie.
Grazie alle prime donazioni ricevute, l’associazione ha già potuto compiere un primo passo concreto inviando alla famiglia della bambina i fondi necessari per sostenere gli esami preliminari richiesti dall’ospedale, in particolare le analisi del sangue indispensabili per programmare il cateterismo diagnostico. Per una famiglia che aveva ormai esaurito ogni possibilità economica, questo sostegno si è rivelato fondamentale per non interrompere il percorso di cura.
Parallelamente, Gocce di Sorriso sta valutando tre possibili strategie di intervento per entrambi i pazienti. La prima prevede il trasferimento in Italia, con cure di alto livello ma con tempi legati alle pratiche burocratiche per i visti e costi elevati per viaggio, soggiorno e accompagnamento dei genitori. La seconda opzione è l’intervento a Dakar, presso una struttura dotata di reparto di cardiochirurgia, con costi stimati tra i 12 e i 15mila euro ma con tempi potenzialmente più rapidi e un follow-up più vicino alle famiglie. La terza ipotesi riguarda una struttura di Emergency in Sudan, dove l’operazione sarebbe a carico dell’organizzazione, ma l’attuale situazione di conflitto rende questa soluzione particolarmente complessa.
La raccolta fondi è stata avviata per consentire di scegliere rapidamente la soluzione migliore dal punto di vista medico, senza essere condizionati da limiti economici. Le risorse serviranno a sostenere i costi degli interventi chirurgici, a coprire viaggio e soggiorno dei pazienti e dei genitori e a garantire cure e controlli post-operatori.
L’associazione, con il supporto del Consolato onorario del Senegal a Genova, garantisce aggiornamenti costanti e la massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi. Eventuali eccedenze saranno destinate ai follow-up, al rafforzamento del supporto sanitario locale o, su richiesta, devolute a Emergency.
In un video pubblicato su YouTube, il dottor Massimo Bonetti ha spiegato il senso dell’iniziativa: “Non chiediamo aiuto per fare miracoli, ma per rendere possibile una cura che già esiste e che oggi è difficilmente accessibile nelle comunità rurali dove operiamo da anni”.
La raccolta fondi prosegue per affrontare i costi dell’intervento e delle cure successive. “Continueremo ad aggiornare passo dopo passo sull’evoluzione della situazione – fanno sapere dall’associazione – grazie a chi sta rendendo possibile tutto questo, un passo alla volta”.