Diciassette dei 74 dipendenti della cooperativa sociale Elleuno che da molti anni svolge i servizi domiciliari per conto di Asl 5 rimarranno senza lavoro. E’ uno dei punti principali emersi nel corso dell’audizione di Marzia Ilari, segretaria della Fp Cgil, avvenuta nel pomeriggio nel corso della commissione consiliare Controllo e garanzia, dedicata alla vertenza che vede protagonisti, loro malgrado, i lavoratori della cooperativa a causa della reinternalizzazione del servizio comunicata lo scorso settembre da parte dell’azienda sanitaria.
In apertura dei lavori, Marco Raffaelli ha criticato la mancata convocazione dell’esponente sindacale da parte della presidente della commissione Lavoro e ha stigmatizzato l’assenza dei vertici Asl. “La vicenda di questi 74 lavoratori ricorda da vicino il precedente di Coopservice, con decine di persone finite in una lunga odissea alla ricerca di una nuova occupazione”, ha aggiunto Raffaelli. Umberto Costantini, invece, ha parlato a nome della maggioranza spiegando di essere presenti “per sensibilità nei confronti dei lavoratori”, ma di ritenere la Controllo e garanzia sede non adeguata, ma Gabriella Crovara subito dopo ha riferito che la presidente della commissione Lavoro le avrebbe escluso la possibilità di una convocazione e la presidente Piera Sommovigo ha chiosato con sarcasmo: “Magari se le altre commissioni venissero convocate…”.
Nel suo intervento, Ilari ha chiarito preliminarmente che il Comune non ha competenza diretta sulla vertenza, ma ha ritenuto comunque necessario coinvolgere l’ente, “come accaduto con la Regione”, per rendere note alcune criticità. Ha ricordato che il servizio domiciliare è esternalizzato da oltre vent’anni e che Elleuno lo gestisce da più di sei, con una proroga che ha ormai superato il contratto originario.
Secondo quanto riferito dalla segretaria Fp Cgil, dal 1° gennaio 15 fisioterapisti, un amministrativo e un autista resteranno senza lavoro, non essendoci opportunità di ricollocazione. Gli infermieri, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, hanno partecipato a bandi a tempo determinato, una soluzione che Ilari ha definito come un processo di precarizzazione. “Si tratta di “opportunità” e non di vere ricollocazioni”, ha spiegato.
Una situazione diversa riguarda 9 operatori socio-sanitari impiegati nel progetto “Rsa aperta”, oltre ad alcune logopediste e fisioterapisti, per i quali i posti di lavoro saranno però mantenuti solo fino al 2027. Anche in questo caso Ilari ha sottolineato che non si tratta di una soluzione strutturale.
Tra i nodi centrali toccati dalla sindacalista, l’assenza di una clausola sociale, elemento che ha definito “un vulnus”, richiamando nuovamente il caso Coopservice. “Pur riconoscendo che l’accesso alla pubblica amministrazione avviene tramite concorso, con l’emendamento Rossomando è stata indicata una strada da percorrere”, ha proseguito.
Poi, rispondendo a Giacomo Peserico, che chiedeva di capire quale sia la proposta della Cgil, Ilari ha spiegato di sperare in una pressione politica sul governo per cambiare le norme in casi di reinternalizzazione di servizi pubblici e per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. Ha inoltre evidenziato come, nei concorsi, l’esperienza maturata nel privato venga valutata meno rispetto a quella nel pubblico.
Ilari, in risposta ai consiglieri, ha spiegato che le sigle sindacali hanno assunto posizioni differenti: Cisl e Uil non hanno ritenuto di portare la vertenza nelle istituzioni nel corso del tavolo tecnico, mentre la Cgil ha scelto di farlo ritenendo che i tempi fossero ormai troppo stretti. “Sul merito della vertenza e sul percorso seguito vi è sostanziale condivisione tra le organizzazioni sindacali, le divergenze hanno riguardato solamente le modalità di azione”, ha chiarito.
Alla commissione, la segretaria Fp Cgil ha chiesto due cose precise: che il Comune eserciti una pressione politica sulla Regione per ottenere una proroga di almeno un anno così da avere più tempo per una reale collocazione dei lavoratori.
Infine, Roberto Centi ha sottolineato il valore professionale e sociale degli operatori Elleuno, definendone la dispersione una perdita di patrimonio per la comunità, anche in relazione alla continuità terapeutica garantita alle famiglie. Sul futuro, Ilari ha ammesso che non è chiaro quale sarà il prossimo interlocutore, soprattutto in vista del passaggio ad Asl unica, che entrerà a regime solo a fine giugno. “E proprio questa fase di transizione rendeva ancora più necessaria una proroga”, ha ribadito Ilari.