Caritas e francescani di Gaggiola, un Natale accanto ai più fragili. L’appello: “Servono coperte, indumenti, scarpe e sostegno”

Un pasto caldo, scarpe e coperte per dare un sostegno alle persone in difficoltà. È il Natale della Caritas diocesana e del convento di Sant’Antonio a Gaggiola, da sempre in prima linea nell’affrontare le povertà vecchie e nuove. Come da tradizione, queste realtà garantiranno il servizio pasti per i senza fissa dimora e per altre persone fragili la sera della vigilia e il 25 dicembre, con menù particolari serviti agli ospiti della Cittadella della Pace, della Locanda del Samaritano di Pegazzano, della Comunità dell’Orto di Fossamastra e del convento di Gaggiola.

Per le strutture Caritas del territorio comunale, la vigilia sarà caratterizzata da proposte diverse: un menù etnico per gli ospiti della Cittadella della Pace; uno speciale a base di pesce, grazie al gesto di generosità dei mitilicoltori spezzini, alla Locanda del Samaritano; una messa e un altro menù dedicato alla Comunità dell’Orto, dove don Luca celebrerà anche la funzione religiosa. I preparativi per i menù e gli addobbi sono già in corso e, alla chiamata per la loro realizzazione, hanno risposto presente anche gli scout. Tre le attività più recenti in vista del Natale anche quella che ha abbellito, con una grande festa, Piazza Unità d’Italia e l’arrivo della Luce di Betlemme alla Cittadella.

Pace Cittadella Pegazzano natale integrazione

I risultati di questo lavoro si traducono nei momenti di condivisione che caratterizzano i progetti Caritas, che ringrazia anche chi, con continuità, tende una mano. “Sono numerose le aziende che ogni anno offrono il proprio supporto; tra queste Laghezza, che con grande generosità ci ha sostenuto”, spiegano dalla Caritas diocesana.
Tra i progetti attivi c’è anche quello che vede Luca Vignali, giocatore dello Spezia Calcio, come testimonial: con pochi click è possibile sostenere le attività dell’Emporio della Solidarietà, donando una spesa. Le modalità di sostegno a Caritas sono diverse e consultabili sul sito ufficiale, dove i donatori possono scegliere quale progetto supportare. Tra i sogni nel cassetto di Caritas c’è la volontà di ampliare la Comunità dell’Orto di Fossamastra con uno spazio più ampio dedicato alle donne che hanno bisogno di sostegno. Accanto ai progetti strutturali, restano fondamentali anche gli aiuti più immediati, come la consegna di coperte e indumenti invernali.

Il direttore della Caritas diocesana, don Luca Palei, affronta così questo periodo delicato: “È solo insieme che possiamo rispondere alle tante sfide di questo tempo. Abbiamo bisogno dell’aiuto degli spezzini: coperte, abiti in buono stato e sostegno economico per tentare di donare un po’ di serenità a chi, soprattutto vicino al Natale, sente ancora di più la mancanza di una casa e di una famiglia. Fare la propria parte è un segno di autenticità e prossimità: ti prendi cura degli altri e, in realtà, ti prendi cura anche di te stesso. Questo Natale sarà buono se non saremo indifferenti, ma sapremo tendere una mano a chi abita le strade della nostra vita e bussa alla porta del nostro cuore”.

Anche i frati di Gaggiola sono in prima linea nel sostegno alle persone in difficoltà. Il convento ospiterà il pranzo di Natale, che conterà decine di coperti: un momento che scalda il cuore e permette di intercettare un mondo che, agli occhi di molti, compare solo a Natale, ma che da tempo vive situazioni di improvvisa difficoltà economica.

Il convento di San Francesco a Gaggiola

“L’affluenza al nostro Centro di ascolto è in costante crescita – spiega padre Emanuele – e cerchiamo di rispondere alle esigenze non solo delle persone senza fissa dimora, ma anche di giovani, anziani e famiglie. Tra i progetti che stiamo portando avanti c’è l’ampliamento della sezione dedicata agli indumenti, per rafforzare un servizio già esistente. In questo momento servono soprattutto scarpe ancora utilizzabili e vestiti invernali”.

L’impegno è quotidiano e costante e, a Natale, si concentra su un aspetto non secondario: lottare contro solitudine ed emarginazione, con l’intento di trasformarle in accoglienza, offrendo luoghi sicuri, punti di aggregazione e di scambio.

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