Verso lo sciopero generale contro le guerre: domenica 17 maggio assemblea pubblica in Piazza del Bastione

“Domenica 17 maggio alle 17, in Piazza del Bastione, chiamiamo la cittadinanza, i collettivi, le realtà sociali, sindacali e politiche, tutte le persone che in questi mesi hanno animato le mobilitazioni contro Seafuture, contro le guerre e contro il genocidio in Palestina, a partecipare a un’assemblea pubblica verso lo sciopero generale del 29 maggio. Vogliamo costruire insieme un fronte  ampio e determinato contro il regime di guerra globale che sta riproponendo i nostri territori come piattaforme logistiche e produttive al servizio dei conflitti bellici nel mondo. Contro un’economia di guerra che drena enormi risorse al futuro del paese, al welfare, causando impoverimento, aumento prezzi e speculazione. Le guerre sono dei ricchi, non dei popoli!“. E’ questo l’appello col quale il coordinamento Restiamo umani – Riconvertiamo Seafuture annuncia l’iniziativa pubblica per domenica prossima.

“Serve un fronte sociale unito che rompa il silenzio, contro i potenti del mondo e i loro “alleati” che giocano alla guerra con la pelle dei civili e i soldi dei cittadini, facendo ripiombare il mondo nel baratro della legge del più forte, a spregio del diritto internazionale. Diciamo no – proseguono dal coordinamento Restiamo umani – Riconvertiamo Seafuture –all’espansione delle basi militari e al progetto “Basi Blu”, che minaccia di stravolgere definitivamente il golfo, riducendo gli spazi civili, limitando ulteriormente l’accesso al mare e imponendo scelte calate dall’alto senza alcun coinvolgimento  della popolazione. Diciamo no all’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia e agli investimenti nell’industria bellica che condannano il territorio a nuovi rischi ambientali, sociali e militari.
Sentiamo come nostra la lotta dei popoli colpiti dalla guerra e dall’occupazione, a partire dal popolo palestinese, vittima di un genocidio sostenuto anche dal sistema di alleanze militari di cui il nostro Paese fa parte. Denunciamo le responsabilità delle aziende che alimentano la catena delle forniture militari e dei governi che continuano a sostenere politiche di riarmo e devastazione.
Vogliamo rompere il silenzio e l’indifferenza. Vogliamo immaginare e costruire un futuro diverso: un territorio libero dalla militarizzazione, fondato sulla pace, sulla giustizia sociale e sulla difesa dell’ambiente.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare e diffondere l’assemblea del 17 maggio, perché da qui possa partire un percorso collettivo di opposizione alla guerra e di costruzione di alternative reali”.

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