A due giorni dall’esordio ufficiale contro la Torres, Marco Turati fa il punto sullo Spezia che si prepara alla prima sfida di Coppa Italia. Una squadra ancora in costruzione, profondamente rinnovata e con un mercato che dovrà necessariamente completare la rosa. Il tecnico guarda però con fiducia ai progressi fatti durante il ritiro e alle risposte arrivate dai giovani. “Penso che abbiamo fatto una buona settimana, spingendo e lavorando ancora. Siamo in una fase di preparazione e serve benzina nelle gambe. Per fortuna non abbiamo avuto intoppi e ci sentiamo pronti per affrontare questa partita. Sappiamo che non tutti hanno i 90 minuti nelle gambe, non siamo nemmeno tantissimi, ma dovremo essere bravi a fare una partita importante”.
La rosa, infatti, è ancora in una fase di transizione, tra giocatori che potrebbero partire, nuovi innesti e rientri dagli infortuni. “In questo momento stiamo vivendo una situazione di transizione. Ci sono tanti ragazzi in rosa, ma non tutti sono disponibili. C’entra il mercato, soprattutto per chi già militava nello Spezia e ha richieste che sta valutando. Poi ci sono ragazzi che arrivano da situazioni diverse: qualche svincolato arrivato da poco, come Bastoni, che ovviamente non sarà dall’inizio della partita, oppure chi ha avuto infortuni ed è rientrato da pochi giorni. Questo non ci permette di affrontare la partita con tanti effettivi. Dobbiamo essere bravi a gestire un numero alto di ragazzi, sapendo però che non dovremo gestire un gruppo così ampio per la partita“. I primi nuovi arrivati hanno comunque convinto il tecnico. “Mi hanno colpito per voglia e fame. Durmush, in particolare, mi ha colpito molto: ha fatto tutto il ritiro con il Pisa e si vede che è allenato e che ha ottime qualità fisiche”. Sul fronte degli indisponibili, Turati fa il punto della situazione: “Ogni situazione è singola. Bright non si allena con noi da un po’: aveva fatto una prima parte di ritiro molto bene, poi ha avuto un’infiammazione al tendine rotuleo. Cardinali è tornato da cinque giorni, ma era stato fermo a lungo. L’ho trovato comunque frizzante. Gli altri, oltre a Cannavò che ne avrà per altri 25 giorni, sono tornati tutti“.
Il mercato resta dunque il tema centrale. Soprattutto in difesa e sugli esterni. “Ringrazio Djankpata e Cazzadori, che si stanno adattando a un ruolo che non è prettamente il loro. Non sono calciatori specifici per quella posizione. Abbiamo inserito Durmush e recuperato Cardinali. Dietro siamo contati anche per la squalifica di Spedalieri, ma sappiamo che da qui alla fine del mercato arriveranno cinque o sei calciatori. Ne abbiamo individuati una buona parte e il direttore sta facendo un lavoro splendido per regalarci giocatori funzionali al nostro gioco. Dobbiamo stringere i denti e adattarci, sicuri di mettere da qui alla fine quei calciatori che ci faranno fare il salto di qualità“. Ma non sarà soltanto una questione numerica. Turati conferma infatti la volontà di aggiungere anche esperienza: “Sul mercato faremo qualcosa anche per l’esperienza, che è un fattore in un campionato. Chi è più forte gioca, non guardo la carta d’identità: se hai 19 anni o 40 e meriti, giochi. Chiaramente vogliamo mettere qualcosa che ci dia un po’ di peso nello spogliatoio. Qualcosa dietro e davanti va fatto, da un punto di vista numerico siamo abbastanza contati. Metteremo sicuramente uno o due centrali, poi il ruolo da coprire sono gli esterni”.
Il tecnico è soddisfatto anche dei progressi fatti dalla squadra in queste settimane: “Credo che siamo a un buon punto fisico, ma anche tecnico-tattico. Lo valuterete anche voi domenica. Nelle amichevoli la squadra ha dimostrato di sapersi adattare anche nei momenti di difficoltà e sono molto fiducioso. Ci manca un po’ di specificità dentro al ruolo, magari in attacco ci manca un po’ di spunto. Ma con altre caratteristiche ho visto che si può sopperire a tutto e si possono fare cose diverse”. E proprio dai giovani sono arrivate risposte importanti. “In queste settimane tutti sono cresciuti. Anche i giovani mi hanno dimostrato che sono dentro e credono nel progetto Spezia. Mazzocchi per questa categoria è veramente forte e le sue conoscenze hanno velocizzato l’inserimento. Tutti mi stanno dando gioia, mi stanno facendo divertire. Joselito si allena con un entusiasmo e una voglia che è contagiosa: finché c’è questo spirito continuo a essere fiducioso”. Anche per la porta le gerarchie sembrano al momento delineate: “Valutiamo le qualità del singolo e quello che ci fa vedere quotidianamente. Micai parte in vantaggio perché è con noi da qualche giorno in più e ha qualche conoscenza in più. Abbiamo l’opportunità di avere un secondo come Ciocci, che ci sembra molto valido, e siamo contenti”.
L’entusiasmo è un altro elemento su cui Turati vuole costruire il nuovo Spezia. “Vogliamo cavalcare questo entusiasmo. È vero che siamo una squadra giovane, con una media di circa 23 anni, ma è qualcosa che va coltivato. Per fortuna Spezia ce lo dà, nonostante una retrocessione. Vogliamo che ci sia, che sia uno sprone per tutti noi e vogliamo cavalcarlo per farci dare un’opportunità di rischiare quella giocata in più che chiediamo ai nostri ragazzi”. Il Picco, in questo senso, dovrà diventare uno dei punti di forza della squadra: “Il Picco per noi deve essere la base su cui costruire il nostro percorso di crescita e le nostre certezze”. Poi la Torres, avversario dell’esordio: “Affronteremo una squadra forte per la categoria, con calciatori che hanno qualità tecniche, come Mastinu, che ricordiamo bene qui. È una squadra che solo due anni fa lottava per la Serie B e che ha fatto vedere ottime cose sia per il gioco che per l’aggressività. Ci siamo preparati, vogliamo partire forte, ma sappiamo anche che di fronte c’è una squadra che non ci permetterà di fare tutto quello che vogliamo. Vogliamo però far valere le nostre qualità e il fattore campo”.
Turati predica prudenza anche rispetto alle aspettative. “Per qualsiasi squadra l’inizio del campionato deve essere una fase di costruzione, specie per noi che abbiamo rivoluzionato un’intera rosa, mettendo tanti giovani e tanti ragazzi che vengono da realtà più piccole della nostra. Ogni singolo calciatore deve mettere dentro conoscenze, per poi fare in modo che possiamo diventare una squadra e un gruppo forte. Pensare oggi di essere favoriti è un’utopia. Guardiamo giorno per giorno. Conta il risultato, ma dobbiamo guardare anche alla nostra crescita”.
Infine, una battuta sul suo rapporto con la piazza e sulla scelta di guidare lo Spezia: “Emotivamente mi sto ritrovando. Sapevo di trovare una piazza calda, che mi ha sempre affascinato sia da avversario che da allenatore. Sono molto contento e soddisfatto. Ho ritrovato le stesse persone cariche e con voglia di determinare. Mi riconosco molto in questo. Poi dovremo essere bravi noi a fare in modo che i ragazzi si riconoscano nell’entusiasmo”.
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