Monterosso torna al 1545, il paese rivive lo sbarco dei pirati di Dragut

A distanza di quasi cinque secoli Monterosso rivive lo sbarco dei corsari di Dragut, celebre corsaro e ammiraglio ottomano il cui nome è legato a numerose incursioni lungo le coste del Mediterraneo. La rievocazione, promossa dal Comune e dalla Pro Loco monterossini, si terrà venerdì 21 agosto. Saranno soprattutto gli abitanti di Monterosso a diventare protagonisti: la comunità del borgo parteciperà direttamente alla rappresentazione, riportando nelle vie e negli spazi del paese le atmosfere del lontano episodio, avvenuto neel 1545.

“Con questa iniziativa vogliamo riportare nel cuore del borgo le atmosfere di un passato che appartiene alla nostra identità e alla memoria della comunità. Si tratta di una manifestazione volta ad avvicinare cittadini e visitatori alla storia del nostro territorio, rendendoli parte attiva di un racconto collettivo – commenta il sindaco Francesco Sassarini -. Il coinvolgimento degli abitanti di Monterosso è sicuramente l’elemento più significativo dell’iniziativa: saranno proprio loro, insieme a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, a dare vita a questa ricostruzione storica. Colgo l’occasione per ringraziare la ProLoco per l’organizzazione dell’evento, la Polizia Locale, i Carabinieri e la Protezione Civile per il presidio e l’ordine pubblico. Ci auguriamo che la serata del 21 agosto possa essere un momento di partecipazione, cultura e condivisione, capace di far conoscere una parte importante della storia di Monterosso”.

Il Comune rivolge poi un ringraziamento speciale al concittadino Enzo Vai, che si sta occupando, con estrema cura e attenzione, della realizzazione dell’evento. Il Teatro Amapola, con la regia di Sandro Daneri, intraprese la ricostruzione filologica del fatto e ne ripropose la parte più spettacolare, lo sbarco, sino alla storica edizione del 2014. Oggi viene recuperata quell’esperienza e l’iniziativa viene riproposta.
“La serata sarà costruita come un racconto storico e non come una festa tradizionale – dice Enzo Vai -. Il pubblico assisterà alla ricostruzione dell’attacco, alla fuga e alla difesa del paese. Anche le imbarcazioni hanno un ruolo: la Zigoela, gozzo tradizionale in legno con vela latina, accompagnerà la rievocazione dal mare. Tutto sarà costruito per restituire un’immagine quanto più possibile fedele all’epoca, evitando soprattutto una rappresentazione stereotipata dei corsari, anche nei dettagli come la scelta delle bandiere, evitando elementi estranei alla ricostruzione storica”.

L’appuntamento come detto è per il 21 agosto, con questo programma: alle ore 19 apertura dei banchi gastronomici; alle 20:30 ritrovo dal parcheggio di Fegina per la sfilata; infine alle 21:30, al molo dei Pescatori, l’arrivo di Dragut. A dare corpo alla rievocazione saranno oltre cento comparse, tra corsari e barbareschi, armigeri, figuranti, residenti. Parteciperanno il Teatro Amapola, gli Armigeri della Milizia San Giorgio e Antichi Mestieri, il Gruppo Storico Borgo e Valle Musici e Sbandieratori Città di Levanto, le ballerine di danza orientale di Luni Danza, oltre a mangiafuoco, spadaccini e agli abitanti del paese, eredi di quei massari che ricostruirono San Giovanni.

Palazzo civico aggiunge poi alcune note storiche. “C’è una lapide sulla facciata della chiesa patronale di San Giovanni di Monterosso al Mare che, a quasi cinque secoli di distanza, continua a raccontare una storia – si legge nel contributo trasmesso dal Comune -. È una piccola traccia incisa nella pietra: 1555 REPARATA FACTIS HEC TEMPORE MAS ANT VAX ET P SABINI, a ricordare il restauro della chiesa avvenuto nel 1555, al tempo dei coltivatori di mansi Antonio Vaxinelli e Pietro Sabini. È da quella pietra, e dalle fonti storiche che documentano l’accaduto, che prende avvio la rievocazione che il 21 agosto riporterà Monterosso al centro di una delle pagine più drammatiche della sua storia rinascimentale: l’assalto del corsaro ottomano Dragut, avvenuto nel 1545, dieci anni prima dei lavori di restauro. L’incisione si legge poco, bisogna guardare in alto, dove finisce la serie di marmo e ardesia. Il punto di partenza è documentato dal podestà di Manarola, che l’11 luglio informa la signoria di Genova: ‘a hore septe di nocte junse Dragut con altri corsarij con XV vaselli fra galere e fuste al loco di Monterosso dove hano sachegiato dicto loco et preso multe persone et morti con brusar‘… Dragut, uno dei più temuti corsari del Mediterraneo, approdò nelle Cinque Terre e colse di sorpresa la popolazione monterossina nelle prime ore del mattino. Gli abitanti furono costretti a fronteggiare un attacco improvviso e numerosi uomini e bambini vennero fatti prigionieri. La spedizione proseguì poi verso Corniglia e Manarola, dove però gli abitanti riuscirono a organizzarsi con la popolazione di Riomaggiore e a respingere l’assalto dei corsari”.

“È questa storia, con la sua durezza, che la rievocazione vuole riportare alla memoria. Ma senza trasformare la violenza in spettacolo fine a se stesso. Anzi, proprio dalle pagine più sanguinose può nascere una riflessione sul presente e sulla necessità della pace”, concludono dal Comune monterossino.

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