Trasporto pubblico, dalla Regione 40 milioni per risanare Amt. Intanto nel subappalto di Atc i danni ricadono sugli autisti

Nel trasporto pubblico locale della provincia della Spezia continuano a emergere criticità: le ultime riguardano le condizioni di lavoro degli autisti di una delle aziende che operano in subappalto per conto di Atc Esercizio.
Mentre la Regione Liguria ha approvato un disegno di legge che stanzia complessivamente oltre 40 milioni di euro per il rafforzamento e la riorganizzazione del trasporto pubblico locale, con una quota destinata in larga parte al Comune di Genova, nello Spezzino il sistema resta segnato da una serie di difficoltà strutturali e operative.
Il provvedimento regionale prevede, infatti, 40 milioni di euro per il piano industriale di risanamento di Amt Genova, subordinati all’omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, e ulteriori 3,3 milioni per misure di pensionamento anticipato del personale del Tpl su gomma. Le risorse, secondo quanto previsto, saranno ripartite tra i diversi territori liguri, ma la quota principale risulta destinata al capoluogo regionale. E con certezza ben poco alla provincia spezzina, visto che le risorse destinate ai prepensionamenti vengono considerate “poco incisive” rispetto alla criticità principale del territorio, che non è l’uscita dal servizio del personale, ma la sua assunzione.

In questo contesto, nello Spezzino si riapre il tema della tenuta del sistema gestito da Atc Esercizio, anche in relazione alla struttura del servizio e alla disponibilità di personale. Il numero degli operatori è ridotto rispetto alle esigenze operative, e i concorsi pubblici più recenti hanno portato a un numero limitato di nuove assunzioni, nell’ordine di una decina di unità, a fronte di un fabbisogno più ampio. In alcuni casi si sono registrati inoltre passaggi di personale proveniente dal subappalto verso l’azienda principale, con un saldo complessivo sostanzialmente invariato.
Accanto alle criticità sul servizio, che continuano a comprendere corse saltate e modifiche dell’ultimo momento al servizio, si aggiunge una tensione crescente sul fronte dei lavoratori di Riccitelli Autolinee, che segnalano criticità nella gestione dei sinistri e delle trattenute economiche.
Secondo quanto denunciato dai lavoratori, non verrebbe rispettato l’accordo sui sinistri che prevedeva una franchigia fino a 400 euro e, oltre tale soglia, una trattenuta pari al 5 per cento del danno. L’accordo stabiliva inoltre che l’attribuzione della responsabilità dovesse avvenire entro 15 giorni. Nella pratica, invece, verrebbero applicate detrazioni dirette in busta paga di importi variabili, tra i 100 e i 300 euro, senza il rispetto delle tempistiche previste e senza una documentazione puntuale delle valutazioni dei danni contestati e delle riparazioni effettuate.

Un quadro che contribuisce ad alimentare un clima di incertezza in un settore già segnato da carenze di organico e difficoltà organizzative.

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