Il Giro d’Italia entrerà nella Liguria di Levante il prossimo 20 maggio in arrivo dalla Toscana. La tappa numero 11 della corsa rosa, che ci riguarda da vicino, sembra destinata ai velocisti resistenti, ma nasconde più di una trappola soprattutto nel tratto finale tra il Tigullio e lo Spezzino. Da Porcari, provincia di Lucca, a Chiavari, capitale del Tigullio, sarà una giornata lunga, nervosa e tutt’altro che banale: saliscendi continui, carreggiate strette, possibili ventagli sul litorale e una gestione delle energie che potrebbe fare la differenza già prima dell’ultimo sprint. Ai microfoni di RLV – La Radio a Colori, ospite del format Infoweekend, non poteva essere che Giancarlo Zoppi, presidente del Museo del Ciclismo della Spezia, ad analizzare le caratteristiche generali e le insidie di un percorso che attraverserà anche la provincia della Spezia, dove il gruppo troverà strade tecniche e un pubblico storicamente legato alla corsa rosa. Ezio Cortesia, Edoardo Stretti, poi negli anni più recenti i vari Battistini, Podenzana, Petacchi, Zoppi li ricorda tutti: “In 109 edizioni per ben 64 volte il Giro (leggi anche qui) è passato nello Spezzino. Evidentemente i percorsi sono confacenti alle esigenze degli organizzatori per la percorribilità delle strade e ovviamente per il paesaggio. La tappa non a caso vedrà protagoniste anche le Cinque Terre”. E con l’aiuto di Zoppi diamo un’occhiata sommaria alla tappa: “La prima parte è quasi totalmente pianeggiante, poi ci sarà il primo strappo, a Baccano. Come spezzini siamo veramente orgogliosi che il Giro passi di lì in memoria del grande Battistini che lì riposa dal 1994. Sarà uno spettacolo e poi da lì in poi ci saranno tante salite, tanti strappi”. Una volta saluto il Golfo si entra nell’irto territorio delle Cinque Terre e della riviera: “La discesa di Levanto arriva dopo una salita non semplicissima, da Pignone a Passo Termine: è stretta, tortuosa, nervosa. Poi si salirà verso il Bracco, anche quella è una salita dura. La tappa del giorno precedente oltretutto è una cronometro corta quindi i corridoi verranno qui con qualche difficoltà di alimentazione e allenamento”. E chi magari si risparmierà nella crono magari potrà ambire a fare la corsa.
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