Entro la fine dell’anno gli stabilimenti balneari della Difesa sull’Isola Palmaria saranno pronti per l’allaccio alla rete fognaria di Porto Venere. Lo ha annunciato in questi giorni il Comando marittimo Nord traguardando a una serie di migliorìe che riguarderanno gli impianti ricreativi gestiti dalla Marina Militare nel Golfo della Spezia. Si tratta di quello di Maralunga di Lerici per gli ufficiali e quelli isolani del Terrizzo dove sorgono i lidi dei sottufficiali e dei dipendenti civili.
“Dall’arrivo del nuovo Capo di stato maggiore è stato rilanciato l’interessamento nei confronti delle esigenze del personale – osserva Warner Greco, segretario generale del Sindacato Italiano Militari Marina -. Noi ci siamo esposti come sindacati sottolineando la richiesta crescente di attenzione al benessere. Come Sim Marina abbiamo chiesto una riqualificazione totale dei siti di Maralunga, dell’Isola Palmaria e anche di Marina di Carrara. C’era necessità di un restyling generalizzato dopo anni di abbandono. Quando sentiamo il ministro Crosetto parlare di cultura della Difesa e di adeguamento agli standard degli altri Paesi, crediamo che parte di questo processo debba riguardare anche gli aspetti del supporto alle famiglie del personale, che magari rimane imbarcato per sei mesi e per cui è un sollievo sapere che i suoi cari godono di strutture sicure e confortevoli”.
Le novità maggiori riguardano proprio gli stabilimenti sottufficiali e Crdd in territorio portovenerese. Se servizi igienici e docce erano stati rivisti lo scorso anno, nei prossimi mesi saranno curati nuovi dettagli riguardanti infissi e tendaggi. Ma soprattutto sarà ristrutturata la piscina, chiusa da oltre dieci anni, che sarà rifatta di sana pianta. Infine le condotte delle acque nere per innestarsi, attraverso lo snodo del Terrizzo, a Porto Venere e arrivare fino al depuratore degli Stagnoni alla Spezia, che a sua volta sarà ampliato nei prossimi anni.
Da parte propria Acam Acque ha collegato il borgo capoluogo alla rete provinciale dall’estate 2023 attraverso la stazione di sollevamento di Molo Dondero, proprio di fronte all’isola. “Per quanto riguarda l’impiantistica, il tubo tra Isola Palmaria e Porto Venere è posato da tempo – illustra Emanuele Corbani, presidente di Acam Acque -. Le opere civili degli impianti per trasferire il refluo in terraferma sono pronti. Per quanto riguarda invece le opere elettromeccaniche, l’azienda è in attesa di capire l’evoluzione relativa al destino che avrà l’isola in termini di utilizzo turistico e residenziale. Siamo a nostra volta tra gli stakeholder”.
Per anni si è utilizzato un diffusore: una condotta sottomarina lunga 800 metri che semplicemente portava i liquami al largo. A fronte di poche decine di residenti fissi durante la stagione invernale, che spesso utilizzano fosse settiche private, l’Isola Palmaria aumenta vertiginosamente le proprie necessità di depurazione durante il periodo estivo tra seconda case, bagnanti ed escursionisti. Una voce importante sulle presenze totali quella legate agli stabilimenti della Marina Militare. Circa 140 le “sdraio” al Crdd e fino a 180 per lo stabilimento sottufficiali. Numeri significativi per il delicato ecosistema dell’isola, inserita all’interno del Parco regionale di Porto Venere e a due passi dall’area marina protetta delle Cinque Terre.