San Giuseppe, caccia all’affare tra i banchi: dai marchi scontati alla porchetta, i prezzi della fiera

Tempo di fiera, di affari e di shopping. La formula più che consolidata della tre giorni legata al santo patrono della città è cominciata con poche nuvole in cielo, che si alterneranno per tutto il giorno e le temperature gradevoli tendenti al freddo. La fiera chiama e lo spezzino risponde, in un primo giorno fresco e talvolta sporcato dalle nuvole. L’affluenza è stata costante fin dalle nove, con il tradizionale primo “picco” attorno all’ora di pranzo. Il rito è cominciato con un passaggio comunque scorrevole e già alle 10 del mattino alcuni commercianti avevano iniziato con le prime vendite.

Sul fronte gastronomico, le specialità regionali restano il cuore pulsante dell’offerta: Sicilia, Toscana, Umbria, Puglia e Sardegna non mancano mai, e quest’anno la Passeggiata Morin ospita anche la pasta ripiena emiliana. Per chi cerca sapori più lontani si può volare in Messico, attirati dalla musica dei mariachi e dai sombreri, mentre i prezzi si confermano costanti: per il panino con la porchetta non si scende sotto i 7 euro (che superano i dieci se abbinati a una bevanda, con una media all’etto di 2.90-3 euro), e con una banconota da 10 euro si riesce a mangiare e bere anche presso gli stand etnici. Tra le leccornie spiccano i dolci tipici come croccanti, brigidini — con offerte di due pacchi piccoli a 9 euro — e bomboloni, a cui si aggiungono zeppole mignon a 2 euro, fritte e al forno.

L’offerta commerciale si muove tra tradizione e nuove tendenze. Non mancano i prodotti per la casa come cuscini, lenzuola e tovaglie, che si accompagnano ai famosi “prodotti magici”: quasi tutti al costo di 10 euro, promettono di pulire ogni macchia o stirare perfettamente. Ma se lo scopo resta “poca spesa, tanta resa”, cambia il canale di promozione: se una volta il valore aggiunto era l’essere “visto in tv”, oggi i venditori rilanciano tramite i social network. È ormai una solida realtà la presenza dei marketplace dei colossi web, dove gli operatori offrono sconti tramite dirette seguite dai passanti. Parallelamente, si registrano mini-assalti negli spazi dedicati ai grandi brand a prezzi scontati, con stock firmati e avanzi di negozio che partono dai 20 euro.

Anche l’occhio vuole la sua parte con i colori della primavera: poche fantasie floreali e una preferenza netta per tonalità chiare, sfumature di celeste, blu intensi e caldi marroni che richiamano il camoscio. Per la pelletteria i prezzi delle giacche partono dagli 80 euro, con una presenza del cachemire e misto cachemire decisamente più massiccia rispetto agli anni passati.

Mentre i controlli su sicurezza, esposizione dei prezzi e conservazione degli alimenti sono partiti immediatamente per garantire il corretto svolgimento della manifestazione, la fiera si conferma un appuntamento fisso di cui i residenti godranno particolarmente grazie allo sviluppo infrasettimanale. Il flusso resta costante e la caccia all’affare prosegue. Unica nota: l’aria non è ancora del tutto “impregnata” di quel profumo tipico di piastre roventi e carni in cottura. Ma quello, si sa, dipende da come gira il vento, perché le piastre erano già calde fin dal mattino.

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