Riomaggiore riscopre il legame tra Signorini e il borgo: Casavecchia presenta il suo nuovo libro al castello

Un carteggio rimasto nascosto per oltre un secolo riporta alla luce un capitolo poco conosciuto della storia di Riomaggiore e del profondo legame che unì il grande macchiaiolo Telemaco Signorini alla comunità delle Cinque Terre. È da queste lettere inedite, custodite da una famiglia del borgo, che prende forma Telemaco Signorini e il prete pittore di Riomaggiore, il nuovo libro di Attilio Casavecchia, che sarà presentato giovedì 23 luglio alle 21.15 al Castello di Riomaggiore. L’autore dialogherà con la sindaca Fabrizia Pecunia e con il presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani. Al centro del volume c’è la corrispondenza tra Signorini e don Antonio Pasini, giovane sacerdote riomaggiorese appassionato di pittura, un rapporto di stima e amicizia nato durante i soggiorni estivi dell’artista nelle Cinque Terre alla fine dell’Ottocento.

Alle lettere del pittore si affiancano quelle scritte da don Pasini, conservate alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Ne emerge un fitto carteggio che, insieme ad altra corrispondenza inviata da abitanti di Riomaggiore all’artista, offre uno spaccato prezioso del rapporto instaurato tra Signorini e la comunità locale. Dai documenti emerge una relazione fatta non solo di cortesie e piccoli gesti di attenzione, ma anche di sincera familiarità e autentica amicizia. La pubblicazione propone integralmente questa corrispondenza, offrendo una nuova chiave di lettura sul legame tra il pittore fiorentino, espressione della cultura urbana dell’epoca, e una realtà ancora profondamente legata alle proprie tradizioni, pur nel contesto dei grandi cambiamenti portati dalla costruzione della ferrovia Genova-La Spezia, dell’Arsenale Militare e dall’avvio dell’industrializzazione del Golfo spezzino.

La ricerca ripercorre inoltre l’opera artistica di Signorini dedicata a Riomaggiore e ai suoi abitanti, soggetti che il maestro immortalò in numerose tele esposte in Italia e all’estero, contribuendo a far conoscere il borgo delle Cinque Terre ben oltre i confini nazionali. Un’attenzione particolare è riservata anche al volume Riomaggiore, corredato da 163 disegni nell’edizione postuma del 1942, nel quale Casavecchia è riuscito a ricostruire l’identità di molti personaggi raffigurati dall’artista, spesso indicati soltanto con soprannomi in dialetto. Non manca infine un capitolo dedicato al vino delle Cinque Terre, protagonista di numerose lettere. Tra queste pagine trova spazio anche lo Sciacchetrà, citato da Signorini come “sciaccatras”, probabilmente una delle prime attestazioni del nome, insieme al vino bianco locale. Attraverso questi riferimenti il pittore emerge anche come inconsapevole ambasciatore di uno dei prodotti simbolo del territorio.

Attilio Casavecchia è da molti anni impegnato nello studio della storia del territorio spezzino e delle Cinque Terre. È autore e coautore di numerose pubblicazioni dedicate alla viticoltura, al paesaggio, alle comunità locali e alla storia del comprensorio, tra cui Tramonti, cantine e vigneti fra Riomaggiore e Portovenere, Contadini, vino, mercanti, Storia di un paesaggio, La storia e la pietra, oltre al romanzo La dote, alla ricerca Medicina popolare e magia e al più recente Dario Capellini, Cinque Terre e libertà, pubblicato nel 2024.

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