Un altro nulla di fatto dopo il secondo incontro relativo al rinnovo contrattuale del comparto Difesa per il triennio 2025–2027 presso il dipartimento della funzione pubblica. Da una parte rappresentanti dello Stato Maggiore Difesa e del ministero dell’economia e delle finanze, dall’altra rappresentanti dei sindacati militari che per la prima volta si trovano a poter incidere su un contratto di categoria. Ancora una volta le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari hanno puntato il dito sulla scarsità delle risorse stanziate per la categoria, anche a fronte dell’aumento del costo della vita determinato dall’inflazione e dei rinnovati impegni delle forze armate nel delicato contesto internazionale.
Temi che valgono a maggior ragione per il personale della Marina Militare, secondo le sigle di categoria. “I nostri punti fermi sono il rafforzamento delle risorse economiche destinate al personale per ridurre il gap retributivo generato dall’inflazione – sottolinea il Siulm Marina -. Chiediamo inoltre il riconoscimento delle specificità operative del personale imbarcato attraverso l’introduzione del compenso forfettario di navigazione, interventi concreti su trasferimenti, impiego fuori sede e conciliazione vita-lavoro e infine il riconoscimento delle specificità del Corpo delle Capitanerie di Porto che concorrono anche alla sicurezza pubblica”. Altri punti messi sul tavolo della trattativa quello della valorizzazione delle professionalità specialistiche e delle indennità operative che riguardano per esempio i corpi speciali come il Comsubin e la valorizzazione dei sommergibilisti e dei turnisti delle sale operative.
Richieste storiche riguardano il welfare, a partire da una previdenza dedicata, i criteri per l’assegnazione del Fondo di efficienza per i servizi istituzionali e fringe benefit a sostegno del potere d’acquisto del personale. “Le condizioni economiche attualmente prospettate al tavolo negoziale risultano insufficienti – sottolinea Siulm Marina -. In assenza di ulteriori stanziamenti economici, il rischio concreto sia quello di permanere in una fase di stallo. Continueremo a partecipare al confronto contrattuale con spirito costruttivo ma con la determinazione necessaria a garantire risultati concreti, nella convinzione che investire sul personale militare significhi rafforzare l’efficienza dello strumento di Difesa e la sicurezza del Paese”.
Per il Sim Marina erano presenti il segretario generale Warner Greco e il segretario generale aggiunto Francesco Carlucci. “Apprezziamo l’apertura anticipata di questo tornata contrattuale rispetto alle precedenti, ma c’è forte delusione per gli stanziamenti attualmente destinati, che non riuscirebbero a fronteggiare il tasso d’inflazione tanto meno l’aumento del potere d’acquisto – sottolineano -. Rimarchiamo il mancato aggiornamento degli addendum e degli impegni presi dal governo sul precedente contratto”. Greco ha messo in evidenza nel suo intervento “le incessanti attività svolte dagli equipaggi della Marina nello scenario politico internazionale, in cui vi è un impegno incessante svolto con sacrificio e alto senso del dovere”.
In questo momento ci sono due unità della Marina Militare schierate tra Golfo Persico e Corno D’Africa in missioni antipirateria sotto l’egida dell’Unione Europea. Come annunciato dal ministro Crosetto alle camere giovedì 5 febbraio, un’ulteriore nave garantirà la copertura aerea all’isola di Cipro lambita dai lanci missilistici dell’Iran in risposta all’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele al di fuori di qualsiasi risoluzione internazionale. Infine è stato prospettato un invio in Libano nel caso ci fosse la necessità di evacuare personale italiano da un’altra zona di guerra, oggetto oltretutto di un’invasione da terra dell’esercito israeliano nelle scorse ore.
“Per tutte le attività svolte arrivano solo proclami verbali di apprezzamento da parte della classe politica mentre, proprio in queste circostanze, servirebbero segnali forti con riconoscimenti materiali evidenti – sottolinea Sim Marina -. Senza trascurare inoltre, di garantire con certezza la corresponsione piena degli attuali compensi accessori per non rischiare di perdere la capacità operativa della Marina Militare. Abbiamo chiesto di porre la giusta attenzione sull’avvio urgente della previdenza dedicata”. Dalle sigle arriva infine l’invito a modificare la legge che regola la libertà sindacale del personale delle forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare “per garantire l’operatività sugli incarichi dei dirigenti sindacali”.