Il “Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia” ritorna a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza dell’impianto di rigassificazione presente nel Golfo, ritenendolo vulnerabile e potenzialmente pericoloso per la popolazione e per le infrastrutture circostanti. In una lunga lettera inviata alle istituzioni nazionali e locali, il portavoce Fabio Ratto evidenzia molti presunti limiti nelle misure di protezione adottate dalle autorità locali e nazionali in risposta al conflitto scoppiato in Medio Oriente.
Secondo il Comitato, il rigassificatore – unico impianto onshore in Italia situato vicino a insediamenti civili e strutture militari – non può essere considerato comparabile ad altri obiettivi sensibili del Golfo della Spezia. Il documento critica l’esclusione dell’oleodotto Pol Nato dall’elenco delle infrastrutture monitorate e sottolinea la necessità di una presenza costante di postazioni militari per la tutela da possibili attacchi terrestri, cosa considerata impraticabile senza interrompere il traffico tra La Spezia e Porto Venere.
Il comunicato richiama inoltre l’attenzione sui rischi di attacchi dall’alto, citando le limitazioni dei sistemi contraerei italiani e Nato emerse durante simulazioni pubblicate da “La Repubblica”. “Un risultato drammaticamente realistico che ha mostrato i limiti degli scudi italiani e di qualsiasi altro Paese dell’Alleanza Atlantica”, si legge nel testo.
Il Comitato critica inoltre le scelte di Snam, che ha recentemente presentato il nuovo piano 2026-2030, incluso un investimento di 14 miliardi di euro per l’espansione del terminale di Panigaglia e per l’unità rigassificatrice galleggiante Olt davanti a Livorno.
Secondo il Comitato, tali interventi costituiscono una “prepotenza” e vengono approvati nonostante la consapevolezza dei rischi per la sicurezza pubblica.
Il Comitato conclude invitando le autorità competenti a prendere provvedimenti concreti e urgenti: “Sollecitiamo chi è preposto alla sicurezza della collettività e chi esprime pareri o dà autorizzazioni a determinare atti che conducano alla chiusura immediata dell’impianto”.