Alla Spezia si riapre uno dei piccoli grandi enigmi della storia locale: dov’era davvero il Portus Lunae? A rilanciare questo infinito dibattito sarà Gino Ragnetti, protagonista venerdì 8 maggio alle 17 nel Salone Sforza della palazzina di via XX Settembre 148, dove terrà la sua lectio magistralis in occasione della nomina ad Accademico dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini. Il titolo dell’intervento – “Portus Lunae, la commedia degli equivoci” – anticipa il cuore della riflessione: la controversa collocazione del porto romano di Luni. Da un lato, c’è chi lo identifica nel Golfo della Spezia; dall’altro, chi lo colloca alla foce del Magra, sulla base delle vestigia romane rinvenute in quell’area. Un interrogativo che attraversa secoli di studi e interpretazioni, e che Ragnetti ripropone con taglio divulgativo ma rigoroso. Il sito, noto come Lune per i Liguri, Luna per gli Etruschi e Lun per i Celti, era in ogni caso legato all’acqua; con i Romani assunse la denominazione di Portus Lunae. E proprio il golfo spezzino, descritto dal geografo greco Strabone come “grandissimo, bellissimo, con molti porti tutti profondi al suo interno, tutto circondato da alte montagne”, torna al centro della discussione storica. Con il declino dell’interesse di Roma, quell’area scivolò progressivamente nel silenzio, lasciando in eredità un dubbio mai del tutto risolto.
Giornalista e storico, Ragnetti ha alle spalle una lunga esperienza nelle redazioni de «La Nazione» di Firenze e del «Corriere Mercantile» di Genova, oltre alla direzione de «La Gazzetta della Spezia e Provincia» e dell’omonimo magazine online. Tra le sue pubblicazioni figurano “Ottocento – Quando Spèza divenne Spezia” (2011) e il recente “Storia della Spezia dalle origini all’età moderna”. A introdurre l’incontro saranno il presidente dell’Accademia, Giuseppe Benelli, e il vicepresidente Sergio Cozzani. L’appuntamento è aperto al pubblico e sarà anche registrato e trasmesso in streaming sul canale YouTube dell’Accademia.