Questura, Delia Bucarelli si presenta: “Cittadini la priorità. Il mio lavoro? Un grande amore cresciuto nel tempo”

Delia Bucarelli è il nuovo questore della Spezia, come ha espresso di voler essere chiamata, e oggi pomeriggio si è presentata alla stampa locale in un incontro in cui ha messo in chiaro, fin da subito, quello che sarà il rapporto con tutto il territorio. Al centro sempre e comunque ci saranno tutti i cittadini e non mancherà un occhio di riguardo ai giovani e ai più fragili. Ha raccontato anche delle prime impressioni che ha avuto facendo un giro in città, ha ricordato che la sua nomina è arrivata improvvisamente e che quello con la Polizia di Stato non è stato un colpo di fulmine ma “un grande amore cresciuto nel tempo”.

Ha parlato del rapporto tra Polizia e stampa: una relazione necessaria basata sulla reciprocità, anche quando è difficile. Una questione “di famiglia”, in un certo senso, in quanto figlia di un giornalista: un legame che le ha permesso di conoscere le dinamiche dell’informazione, il valore delle relazioni e i loro confini.

Bucarelli ha annunciato che proseguirà nel solco dei suoi predecessori, soprattutto per quanto riguarda la sinergia con le altre forze dell’ordine, le associazioni datoriali e tutti i comuni della provincia. Per lei è il giorno uno alla Spezia e, come ha precisato più volte, imparerà a conoscerla di persona.

“Devo dirvi che sono felicissima di essere arrivata alla Spezia, perché comunque è una realtà della quale avevo sempre sentito parlare solo bene e quindi, ovviamente, venire qui per me è estremamente gratificante” ha esordito. La città, ha raccontato, la conosceva poco, nonostante i trent’anni trascorsi a Genova, perché l’aveva attraversata soprattutto di passaggio per andare alle Cinque Terre o a Lerici. “Nel mio immaginario, e comunque da quel poco che avevo visto, vi parlo magari di 35 anni fa, avevo un po’ l’idea di una città austera. E invece ieri pomeriggio mi sono presa una giornata per farmi una passeggiata informale in città e ho trovato una realtà vivace, piena di giovani, anche molti stranieri. È bello vedere tanti ragazzi e tante persone in questo centro storico che è assolutamente splendido. La mia idea di austerità è stata smentita nel giro di una passeggiata”.

La nuova questore ha raccontato di aver ricevuto anche un libro sulla storia della Spezia, che intende studiare per conoscere meglio il territorio e i suoi abitanti. E proprio la conoscenza personale sarà uno dei punti di partenza del suo lavoro. “Mi piace passeggiare da sola, un po’ in incognito. La Spezia consente di mantenere quel minimo di riservatezza necessario per parlare con i commercianti, così come ho fatto ieri mattina al mercato del pesce, perché secondo me la conoscenza del territorio passa dai rapporti personali. Sì, con le istituzioni in primis, ovviamente, ma poi anche con le associazioni di categoria”.

Il trasferimento da Biella, ha spiegato, è arrivato “praticamente dalla sera alla mattina”, tanto che fino al giorno precedente era ancora in ufficio a guardare le carte della Questura. “Non ho avuto la possibilità di studiare quali sono le dinamiche in questa provincia. Però mi ripropongo di farlo al più presto”. E per farlo intende partire dagli incontri con i sindaci dei Comuni della provincia. “Mi ripropongo intanto di conoscere tutti i sindaci che, compatibilmente con gli altri impegni, andrò a trovare personalmente per capire quali siano le criticità sul territorio. Perché La Spezia ovviamente è una città grande ma la provincia è fatta anche dagli altri 32 comuni, che ovviamente meritano comunque di dire la loro su quelle che sono anche le piccole criticità che possono interessare le loro realtà territoriali”.

Bucarelli ha già incontrato il prefetto e il sindaco della Spezia e ha spiegato di voler incontrare tutte le altre istituzioni, a partire dalle forze di polizia. “I miei predecessori hanno avuto un ottimo rapporto in un clima di grande intesa e collaborazione e quindi sono felice di proseguire nel loro solco. Penso a quello che hanno costruito i miei predecessori, peraltro molto illustri, come la dottoressa Burdese, la dottoressa Fredella, il dottor Salvo che conosceva e che è stato un po’ il mio mentore per tanti anni, da lui ho imparato tantissimo”.

Il percorso indicato da Bucarelli parte dalla prevenzione, con un’attenzione particolare ai giovani e alle persone più fragili. “Cercherò di costruire un percorso fatto in primis di prevenzione che passa dai giovani e quindi dall’aspetto della formazione, degli incontri, di tutto quello che potremmo fare con i nostri ragazzi. Penso alle campagne informative per tutelare le fasce più fragili. Il concetto di fragilità è un concetto a 360 gradi che va anche alle persone che non sembrano fragili e poi invece lo sono per altri motivi. Metteremo in campo tutte le nostre energie per costruire dei progetti che possano essere il più ampi possibile. E poi in termini di repressione laddove ce n’è necessità”.

Una particolare attenzione, dunque, alla prevenzione anche attraverso gli strumenti che sono prerogativa del questore. “La normativa offre ormai molti strumenti che si possono declinare in ogni ambito. La mia sarà un’attività più rivolta alla prevenzione, visto che quella è materia esclusiva del questore, ma ovviamente qualora non bastasse certamente si lavorerà anche sulla repressione”.

Bucarelli ha definito “operosa” la questura che ha trovato alla Spezia, sottolineando il lavoro svolto dal personale e dai suoi predecessori. “Io sono certa che tutte le progettualità che abbiamo in mente riusciremo a realizzarle: sono persone che hanno voglia di fare e che non si risparmiano”.

Sul rapporto con la stampa ha parlato di una collaborazione “imprescindibile”, perché “voi avete bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di voi”, sottolineando l’importance che i cittadini sappiano cosa fa la Polizia di Stato. Un rapporto che conosce anche per la sua storia familiare. “Mio padre era un giornalista – ha detto –, sono cresciuta in questo mondo e vi conosco bene: so quali sono le dinamiche dell’informazione e so che a volte potete apparire invasivi. Vi chiedo scusa fin d’ora se a volte saremo ermetici: se sceglieremo di non dire qualcosa, ci sarà sempre una ragione valida, legata alla tutela di un’indagine in corso o alla riservatezza”.

E proprio parlando del suo rapporto con la Polizia di Stato ha raccontato di essere entrata a 19 anni, all’Istituto superiore di Roma, senza avere già allora l’idea di indossare la divisa. “Sono entrata in Polizia assolutamente un po’ per caso, scettica e perplessa”. Poi però è arrivato il rapporto con il lavoro sul campo, in particolare con il servizio alle Volanti di Genova. “Per me con la Polizia è accaduto assolutamente questo: non c’è stato il colpo di fulmine. È stato un amore che è nato soprattutto quando io ho cominciato il mio servizio a Genova. Quando ho capito che il cittadino si aspettava qualcosa da noi e che noi potevamo fare qualcosa, lì l’amore è scoppiato e va avanti ancora adesso, perché, a differenza forse dei colpi di fulmine che spesso durano dalla sera alla mattina o quasi, gli amori che nascono piano piano poi sono quelli più solidi, credo”.

Sul tema degli organici, sollevato anche dal suo predecessore Salvo, Bucarelli ha preferito non dare valutazioni dopo un solo giorno alla Spezia precisando che i dati andranno confrontati con le esigenze del territorio: “Quando comprenderò se i numeri sono pochi o sono tanti mi muoverò di conseguenza”.
Per Bucarelli è il giorno uno alla Spezia e, come ha precisato più volte, sarà la conoscenza diretta del territorio a guidare il lavoro dei prossimi mesi. A margine della conferenza, il nuovo questore ha lanciato anche un appello alla cittadinanza: “L’appello che rivolgo ai cittadini di questa provincia è: non fatevi scrupoli a denunciare e a rivolgervi alla Polizia di Stato, perché, come ho già detto, una mia priorità è l’ascolto. Se ci sono dei reati è giusto che vengano denunciati, per avere la corretta percezione di quello che è il tasso di delinquenza in questa città, ma anche per capire veramente quali sono le istanze del territorio”.

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